FBI
STATI UNITI
14.02.19 - 18:040

Quando l'identikit lo fa il serial killer

Sam Little ha confessato di avere ucciso 90 persone. In carcere ha disegnato i volti di 16 di loro per dare loro un nome

LOS ANGELES - L’FBI ha rilasciato martedì in giornata 16 immagini raffiguranti volti femminili. I ritratti sono ad opera di un serial killer americano, Samuel Little, che ha confessato di aver ucciso più di 90 persone nell’arco di 30 anni.

L’agenzia si augura che qualcuno possa dare un’identità alle 16 donne dei disegni, che, a quanto rivelato da Little, sarebbero alcune delle sue vittime mai individuate dagli inquirenti. L’Fbi ha precedentemente rilasciato due ritratti effettuati dall’assassino, che sono stati identificati con successo dai residenti locali. Il Federal Bureau si rivela perciò determinato a dare un nome alle vittime: «È il minimo che possiamo fare», afferma il portavoce dell’agenzia Shayne Buchwald.

Lo scorso anno, mentre scontava i suoi tre ergastoli per omicidio, Little ha fatto la spaventosa confessione di aver ucciso all’incirca 90 persone. Il suo campo d’azione? Tutti gli States, dal 1970 al 2005. Se ciò si rivelasse vero, Little Samuel guadagnerebbe lo sconcertante titolo di “killer più prolifico” nella storia degli Stati Uniti.

Il criminale sceglieva le vittime con cura, secondo determinate caratteristiche. Donne minute, emarginate e vulnerabili, spesso legate al mondo della droga e della prostituzione, afferma in un articolo uscito lo scorso novembre Christina Palazzolo, analista criminale per il programma crimini violenti dell’Fbi. L'omicida richiama alla memoria senza troppe difficoltà molti dettagli degli omicidi. In che luogo si trovava al momento dell'uccisione, che macchina stava guidando e i volti delle vittime, quelli che poi ha disegnato.


FBI - Mappa degli omicidi

Ma come si è giunti a questa amara verità? Tutto ha avuto inizio la scorsa primavera. Il nome di Little, già incarcerato per aver picchiato e strangolato tre donne, emerse in relazione a una serie di omicidi irrisolti su territorio statunitense. Il ranger texano James Holland, preparato a lavorare ai cosiddetti “cold cases” - letteralmente “casi freddi”, casi irrisolti da tempo che si stanno ancora indagando - ha conquistato la fiducia dell’omicida. Durante un interrogatorio svoltosi in maggio, Little ha rivelato a Holland il numero di persone che aveva ucciso in ogni luogo, lasciando tutti sconcertati. Gli investigatori hanno così costruito una mappa degli omicidi e, in seguito a numerose indagini, hanno confermato 34 delle 90 vittime dichiarate.

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