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FRANCIALa protesta dei trattori all'Arco di Trionfo

01.03.24 - 20:16
Decine di agricoltori hanno brevemente bloccato il traffico con balle di fieno e trattori sul piazzale Charles-de-Gaull
Foto profilo X Résistance Paysanne
Fonte ATS
La protesta dei trattori all'Arco di Trionfo
Decine di agricoltori hanno brevemente bloccato il traffico con balle di fieno e trattori sul piazzale Charles-de-Gaull

PARIGI - Fischi, blocchi, lancio di uova contro i ministri. Nella Francia dei veleni non si placa la protesta degli agricoltori che già dall'alba di oggi (1 marzo) hanno inscenato un blitz a sorpresa all'Arco di Trionfo, il monumento simbolo della 'grandeur' d'Oltralpe, già preso di mira nel 2018 dai gilet gialli.

Dopo la contestata visita di Emmanuel Macron al Salone dell'Agricoltura di Parigi, sabato scorso, diverse decine di agricoltori hanno brevemente bloccato in mattinata il traffico con balle di fieno e trattori sul piazzale Charles-de-Gaulle Etoile, ai piedi del celebre arco napoleonico ispirato a quelli dell'antica Roma.

Almeno una settantina le persone fermate dalla polizia nel piazzale, accerchiato dalle forze dell'ordine, tra cui il sindacalista Patrick Legras, responsabile del movimento 'Coordination rurale' che ha promosso la manifestazione non autorizzata contrariamente agli altri sindacati Fnsea e Jeunes Agriculteurs (Ja) ora più propensi al dialogo.

Una volta il piazzale sgomberato intorno alle 9:30, il traffico è ripreso normalmente intorno all'Etoile e gli Champs-Elysées. Un convoglio di trattori si è incamminato in direzione della reggia di Versailles, alle porte della capitale, dove è arrivato verso mezzogiorno scortato dalla polizia. "Continuiamo la protesta perché non veniamo ascoltati. Non abbiamo ottenuto nulla di strutturale'', deplora uno dei manifestanti, Nicolas Bongay, 40 anni, presidente di Coordination Rurale nel dipartimento di Doubs.

Altri blitz hanno segnato il venerdì transalpino. Sempre in mattinata, mezzi agricoli hanno bloccato un'uscita del boulevard Péripherique, il raccordo anulare di Parigi, mentre nel pomeriggio i ministri della Transizione ecologica e dell'Agricoltura, Christophe Béchu e Marc Fesneau, visitando nuovamente il Salone dell'Agricoltura, sono stati bersagliati da fischi e lancio di uova. Nel penultimo giorno della fiera parigina che chiuderà domenica, i due esponenti governativi si sono trovati costretti ad uscire dallo stand in cui si trovavano, scortati da un imponente dispositivo di poliziotti in borghese.

«Non molleremo», dichiara Véronique Le Floch, presidente di Coordination rurale, secondo sindacato agricolo francese, citata dalla France presse. In queste ultime settimane, il governo di Gabriel Attal ha moltiplicato le concessioni e i gesti distensivi nei confronti delle campagne francesi in rivolta.

Misure d'emergenza per oltre 400 milioni di euro sono state annunciate dall'esecutivo che ha promesso, tra l'altro, l'allentamento delle norme ambientali, uno "shock di semplificazione" delle norme agricole, il potenziamento della legge Egalim per proteggere il reddito degli agricoltori e l'innalzamento del comparto agricolo al rango di ''interesse generale maggiore'' della nazione. Misure, che a cinque mesi dalle elezioni Ue, non bastano evidentemente a placare la rabbia dei trattori.

La protesta non ha tuttavia ottenuto l'avvallo del principale sindacato agricolo francese, Fnsea, concorrente di 'Coordination Rurale', ora più propenso al dialogo con l'esecutivo dopo settimane di proteste. Il Salone dell'Agricoltura di Parigi è un appuntamento fondamentale per i politici d'Oltralpe, frequentato ogni anno da centinaia di migliaia di visitatori. Quest'anno la kermesse agricola a cui partecipano anche diversi produttori italiani ha assunto un rilievo particolare, alla luce delle proteste delle campagne che hanno segnato la cronaca francese ed europea a pochi mesi dalle elezioni Ue di giugno.

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