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MONDO
25.01.21 - 17:150

Via in un anno 1'300 miliardi di tonnellate di ghiaccio

La situazione è in linea con gli scenari peggiori sul cambiamento climatico

LEEDS - Gli 'occhi' dei satelliti puntati sulla Terra rivelano un'accelerazione senza precedenti dello scioglimento dei ghiacci negli ultimi 30 anni: la perdita annuale è salita da 800 miliardi di tonnellate a 1300 miliardi di tonnellate. A conti fatti, dal 1994 al 2017, sono stati persi 28'000 miliardi di tonnellate di ghiaccio, l'equivalente di una calotta spessa 100 metri ed estesa quanto la Gran Bretagna.

La situazione è in linea con gli scenari peggiori sul cambiamento climatico e potrà avere pesanti ripercussioni sulle comunità costiere. Lo dimostra il primo studio di questo genere basato su dati satellitari, guidato dall'Università di Leeds e pubblicato sulla rivista The Cryosphere.

In particolare, i ricercatori hanno analizzato le osservazioni dei satelliti ERS, Envisat e CryoSat dell'Agenzia spaziale europea (ESA), insieme a quelle dei satelliti Sentinel-1 e Sentinel-2 di Copernicus, il programma di osservazione della Terra gestito da ESA e Commissione europea.

Lo studio ha preso in esame 215'000 ghiacciai di montagna di tutto il mondo, la calotta glaciale della Groenlandia e dell'Antartide, le piattaforme di ghiaccio che galleggiano vicino all'Antartide e il ghiaccio alla deriva nell'oceano Artico e nella porzione più meridionale degli oceani.

I dati mostrano un aumento del 65% della velocità dello scioglimento dei ghiacci nell'arco di 23 anni: un'accelerazione dovuta al surriscaldamento di atmosfera e oceani, che per ogni decennio dagli anni Ottanta a oggi hanno fatto registrare rispettivamente un aumento di 0,26 e 0,12 gradi.

Antartide e Groenlandia sono le regione del mondo più colpite. Metà delle perdite è data dallo scioglimento del ghiaccio sulla terraferma (compresi 6100 miliardi di tonnellate dei ghiacciai di montagna, 3800 miliardi di tonnellate della Groenlandia e 2500 miliardi di tonnellate della calotta antartica).

Queste perdite hanno determinato un innalzamento globale del livello dei mari pari a 35 millimetri. Si stima che per ogni innalzamento di un centimetro, circa un milione di persone rischi di dover migrare per abbandonare le regioni costiere e a più bassa quota. «Un innalzamento dei mari di questa portata avrà serie conseguenze per le comunità costiere in questo secolo», concludono i ricercatori.

Commenti
 
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aleddgg 8 mesi fa su tio
Inquina*
aleddgg 8 mesi fa su tio
Non bisogna più chiedersi se arriverà ma quando.... mi chiedono in molti le mie paure del futuro... per me è non poter vedere un’albero o non poter camminare in mezzo ai fiori... perché dobbiamo continuare così? Perché non ci rendiamo conto che facendo così tutto cio che abbiamo andrà in frantumi? Perché?? Che delusione, e qua non si punta il dito su nessuno perché incquina dal bimbo di 5 anni al vecchietto di 95, la colpa va a tutti
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