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ITALIA
16.01.21 - 18:510

Boom di contagi nelle carceri di Milano

Casi triplicati in una settimana. Appelli a vaccinare i detenuti

MILANO - Sembrava aver allentato la morsa sulle carceri il Coronavirus agli inizi del mese. Ma ora ha ripreso la sua corsa. E così nell'arco di una settimana nelle carceri milanesi i casi tra i detenuti sono cresciuti di oltre il triplo, mentre in tutta l'Italia sono aumentati del 25%.

È il quadro preoccupante che emerge dagli ultimi dati comunicati dal Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria (DAP) ai sindacati della polizia penitenziaria, aggiornati al 14 gennaio.

Restano invece più o meno stabili i contagi tra la polizia penitenziaria: sono 640. Sommati a quelli del personale (61) portano a 701 il totale dei positivi nell'amministrazione penitenziaria.

Ad allarmare dunque è soprattutto la situazione nei Covid hub di Bollate e San Vittore. A Bollate il 7 gennaio erano 36 i positivi e sette giorni dopo sono saliti a 109 (107 asintomatici), a cui va aggiunto un altro detenuto ricoverato in ospedale. A San Vittore invece i casi sono 59 (solo 2 presentano sintomi) ma una settimana prima erano 17. Nel carcere di Opera, invece, i detenuti positivi sono 9 e altri 4 sono ricoverati in ospedale.

Sono i numeri di Milano a fare della Lombardia la prima regione in Italia per contagi nelle carceri con 228 casi. Sono quasi un terzo del dato nazionale, che aggiornato a ieri sera, è pari a 715 detenuti positivi (il 7 gennaio erano 556). Gli asintomatici sono 678, cioè il 95% dei positivi, 26 sono ricoverati in ospedale.

È il Lazio la seconda regione per numero di contagi, quasi tutti concentrati nei penitenziari romani. A Rebibbia sono 54 i positivi (altri 4 detenuti sono ricoverati in ospedale), 35 a Regina Coeli.

Sessanta i casi in Veneto (37 a Vicenza e 23 a Venezia). Gli altri focolai di maggiore entità sono a Sulmona (53 detenuti), a Napoli nel carcere di Secondigliano (40), a Palermo nel penitenziario di Lorusso (40) e a Lanciano (29).

Di fronte a questa situazione si moltiplicano gli appelli a vaccinare prima possibile i detenuti; appelli che segnalando il rischio di un'esplosione pandemica legata al sovraffollamento.

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