Keystone
Una simulazione di prova in una casa anziani nel Brandeburgo
GERMANIA
18.12.20 - 16:140

Vaccinazioni nelle case anziani come una lettera alla posta? «Il diavolo si nasconde nei dettagli»

Parenti irreperibili e un formulario non ideale preoccupano in Germania. In Ticino ci si penserà «a tempo debito».

BERLINO - Suscita qualche preoccupazione tra gli addetti ai lavori la campagna vaccinale contro il Covid-19 che in Germania dovrebbe cominciare prima della fine dell'anno a partire, tra gli altri, dalle case anziani. Si teme infatti che l'ottenimento del consenso da parte dei familiari o dei tutori degli ospiti che non possono dare autonomamente la propria autorizzazione possa rallentare la somministrazione del preparato su larga scala.

«Tutti si aspettano che sia ovvio che le case anziani siano pronte, e lo saranno, ma quanti tutori riusciremo a contattare sotto le feste?», si chiede il direttore dell'Associazione federale tedesca dei fornitori privati di servizi sociali (bpa), Herbert Mauel, sentito dalla Welt. «Quante persone non potremo vaccinare a causa del consenso mancante?», aggiunge.

Uno dei problemi messi in luce da Mauel, è in particolare il formulario predisposto per l'autorizzazione alla vaccinazione, a suo avviso «elaborato da qualcuno che non è pratico di case anziani». Raccoglie infatti su un unico foglio l'espressione del consenso alla vaccinazione, l'anamnesi del paziente e la dichiarazione di aver ricevuto la consultazione di un medico. Tre campi che una persona che va a farsi somministrare il preparato in un centro vaccinale può tranquillamente compilare da sola, ma che per molti anziani devono essere riempiti da almeno due persone diverse.

«Due terzi degli ospiti delle case anziani sono affetti da demenza», fa notare il direttore della bpa. «Senza l'autorizzazione del tutore legale la vaccinazione è esclusa - spiega -. Per quanto riguarda l'anamnesi, i tutori o i parenti non sono però le prime persone di riferimento. Il modulo può quindi essere compilato e firmato solo dal medico, che deve inoltre fornire la consulenza dettagliata e attestarla». 

Un problema, questo, che necessita di maggiori e più «dettagliate» spiegazioni procedurali da parte delle autorità sanitarie, secondo Mauel. Oppure, la vaccinazione degli oltre 800mila ospiti delle case anziani tedesche, un «megaprogetto logistico» secondo il responsabile, potrebbe non andare spedita come sperato. «Il diavolo si nasconde nei dettagli», sottolinea il responsabile. «Bisogna evitare che il vaccino sia pronto da somministrare, ma che per motivi formali non possa essere utilizzato», conclude.

Al contrario della Germania, da noi la campagna vaccinale non dovrebbe partire prima di gennaio e non dovrebbe quindi risentire della difficoltà di reperire i parenti degli anziani sotto le feste. L'ottenimento del consenso da parte di questi ultimi, però, potrebbe determinare rallentamenti anche qui? La tematica verrà affrontata «a tempo debito», assicurano dall'Associazione dei direttori delle case per anziani della Svizzera italiana ADICASI. A stabilire le procedure, in ogni caso, sarà l'Ufficio del medico cantonale.

Commenti
 
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pillola rossa 2 mesi fa su tio
È arrivato il Gesú Vaccino, ma attenti al diavolo...
spike3.0 2 mesi fa su tio
«Due terzi degli ospiti delle case anziani sono affetti da demenza», plausibile, ma se guardi fuori la percentuale aumenta....
Alessandro 69 2 mesi fa su tio
@spike3.0 👏👏
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