Keystone - foto d'archivio
PORTO RICO
16.10.20 - 10:440

Bimba precipitata dalla nave, il nonno si dichiara colpevole

La tragedia è avvenuta il 7 luglio 2019 sulla Royal Caribbean ormeggiata a San Juan

«Mi dichiaro colpevole solo per porre fine a un incubo»

SAN JUAN - Era in braccio al nonno quando è scivolata dalle sue braccia, facendo un volo di quasi 100 metri finito sul molo. La tragedia è avvenuta il 7 luglio 2019 sulla nave da crociera Royal Caribbean ormeggiata a San Juan. Da allora la sua famiglia vive in un incubo.

Incubo a cui il nonno (papà della mamma di Chloe W.) ha «voluto porre fine» dichiarandosi colpevole. È questa la strategia seguita dall’uomo e dal suo legale, che ai media americani ha dichiarato: «L’accordo di patteggiamento non include il carcere e l’ammissione dei fatti, quindi si trattava della strada migliore da percorrere per chiudere questo orribile capitolo».

La sentenza è prevista il 10 dicembre. Ma è probabile che non metterà la parola “fine” alla triste vicenza. I genitori di Chloe, dell’Indiana, hanno sempre sostenuto l’innocenza del nonno e hanno denunciato la Royal Carribbean di negligenza. L’uomo ha infatti sostenuto di non essersi accorto che la finestra era aperto e di avere avvicinato la piccola, di 18 mesi, per «farle bussare sul vetro, come fa alle partite di hockey». La causa multimilionaria intentata contro la compagnia, dunque, la accusa di avere lasciato una finestra aperta all’undicesimo piano di una nave da crociera, in un’area giochi per bambini, senza alcun segnale di sicurezza.

Lo scorso gennaio la Royal Caribbean ha rilanciato con le riprese delle telecamere di sorveglianza. «Possiamo affermare che questo non è il caso di un bambino inconsapevole che si avvicina a una finestra aperta e cade. Piuttosto, è il caso di un uomo adulto che si è avvicinato alla finestra sapendo che era aperta, ha appoggiato la parte superiore del corpo fuori dal finestrino per alcuni secondi, ha allungato la mano e preso Chloe e infine l'ha fatta penzolare dalla finestra aperta per trentaquattro secondi prima di perdere la presa. La sua sconsideratezza e irresponsabilità sono l'unico motivo per cui la bambina è morta». Considerazioni che l’avvocato della famiglia ha definito «prive di fondamento e ingannevoli».

Nonostante la vicenda giudiziaria potrebbe concludersi in dicembre, «la famiglia porterà avanti la causa civile».

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