Keystone
GERMANIA
10.08.20 - 06:300
Aggiornamento : 09:37

Ridurre l'imposta di culto per tamponare l'emorragia di giovani fedeli?

La proposta arriva dal presidente delle Chiese evangeliche tedesche. Sia cattolici sia evangelici, però, sono scettici.

BERLINO - I giovani lasciano la Chiesa per evitare di pagare l’imposta di culto? E se non dovessero pagarla o dovessero corrispondere un importo ridotto rimarrebbero più volentieri nei registri parrocchiali? Sono queste, in estrema sintesi, le domande attorno alle quali ruota il dibattito scatenato in Germania dal presidente del Consiglio delle Chiese evangeliche tedesche, Heinrich Bedford-Strohm.

In un’intervista con la Welt, il vescovo bavarese si è chiesto in particolare se potesse essere «sensato» ridurre o rimandare la riscossione dell’imposta di culto per quei giovani che abbiano appena iniziato a lavorare. L’obiettivo: contenere l’emorragia di fedeli che interessa la Chiesa evangelica e quella cattolica. I giovani adulti, del resto, rappresentano una sfida per entrambe le confessioni, ha sottolineato.

La sua proposta, però, non ha fatto l’unanimità. Come riporta lo stesso quotidiano, la conferenza episcopale cattolica tedesca ha sottolineato che non c’è «alcuna riflessione» in corso in merito a una possibile riduzione dell’imposta di culto per i neo lavoratori. Tra i protestanti, invece, anche il vescovo della più grande Chiesa statale, quella di Hannover, si è detto «scettico riguardo alla possibilità che il modello dell’imposta di culto possa davvero cambiare qualcosa nelle statistiche di abbandono» delle Chiese.

Nel 2019, più di mezzo milione di persone hanno lasciato la Chiesa cattolica e quella evangelica in Germania. Un’emorragia di fedeli che potrebbe cambiare di molto i bilanci di queste istituzioni religiose. Nello stesso anno, infatti, dalle imposte di culto incassavano ancora la cifra record di 12,7 miliardi di euro (quasi 14 miliardi di franchi).

A seconda del luogo di residenza, l’imposta di culto si aggira tra l’8% e il 9% dell’imposta sul reddito. Secondo un esempio fornito dall’Arcidiocesi di Colonia, una persona celibe o nubile e senza figli con un reddito lordo di 2’000 euro al mese deve aspettarsi di pagare 15,64 euro al mese. Sarebbe invece esente se sposato/a o con figli. 

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