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ITALIA
03.08.20 - 17:520
Aggiornamento : 04.08.20 - 08:49

Coronavirus: 1,48 milioni d'italiani hanno gli anticorpi

Sono sei volte più rispetto al totale dei casi intercettati, come emerge dallo studio sulla sieroprevalenza

ROMA - Sono 1,48 milioni gli italiani che hanno sviluppato gli anticorpi per il Sars-CoV-2, pari al 2,5% della popolazione residente in famiglia (escluse le convivenze). In Lombardia la percentuale sale al 7,5%. È quanto emerge dai risultati dell'indagine sulla sieroprevalenza presentata oggi e realizzata da Istat e ministero della Salute, mentre la Croce Rossa ha condotto la rilevazione sul campo con l'aiuto delle Regioni.

Le persone che sono entrate in contatto con il virus «sono dunque sei volte di più rispetto al totale dei casi intercettati ufficialmente durante la pandemia, attraverso l'identificazione del Rna virale, secondo quanto prodotto dall'Istituto Superiore di Sanità».

Come già evidenziato dai dati ufficiali in tema di mortalità e dai livelli di infezione, «le differenze territoriali sono molto accentuate. La Lombardia raggiunge il massimo con il 7,5% di sieroprevalenza: ossia sette volte il valore rilevato nelle regioni a più bassa diffusione, soprattutto del Mezzogiorno. Il caso della Lombardia è unico - sottolinea il report - da sola questa regione assorbe il 51% delle persone che hanno sviluppato anticorpi. D'altra parte in Lombardia, dove è residente circa un sesto della popolazione italiana, si è concentrato il 49% dei morti per il virus e il 39% dei contagiati ufficialmente intercettati durante la pandemia: in alcune sue province, quali ad esempio Bergamo e Cremona, il tasso di sieroprevalenza raggiunge addirittura punte, rispettivamente, del 24% e 19%». «C'è una enorme variabilità anche intraregionale: 24% a Bergamo contro, ad esempio, Como e Lecco al 3-5%», ha detto il presidente del Consiglio superiore di sanità Franco Locatelli presentando l'indagine di sieroprevalenza.

È asintomatico quasi il 30% delle persone con anticorpi. «La percentuale di asintomatici è molto importante, perché evidenzia quanto ampia sia la quota di popolazione che può contribuire alla diffusione del virus. E quindi quanta attenzione ciascun cittadino deve porre alla scrupolosa applicazione delle misure basilari di sicurezza a difesa di se stesso e degli altri», sottolineano gli autori del report.

La prevalenza dello sviluppo di anticorpi al Sars-Cov-2 è simile per tutte le classi di età, ma il livello più basso, 1,3%, è per i bambini piccoli e per gli anziani è a 1,8%. Gli operatori della sanità sono i più colpiti, con il 9,8%, e gli addetti alla ristorazione superano il 4%.

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