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La premier neozelandese Jacinda Ardern
NUOVA ZELANDA
27.04.20 - 19:460

Il primo paese che canta vittoria

È la Nuova Zelanda. «Lo abbiamo eliminato, la battaglia è vinta».

WELLINGTON - La Nuova Zelanda è il primo Paese al mondo a dichiarare vittoria contro il coronavirus. Dopo oltre un mese di misure rigidissime per contenere la pandemia di Covid-19, nel Paese non c'è più una trasmissione diffusa e incontrollata del virus e domenica è stato registrato un solo nuovo contagio.

«Lo abbiamo eliminato. La battaglia è vinta», ha detto la premier Jacinda Ardern. Un annuncio entusiasta in parte mitigato dal parere degli esperti che hanno messo in guardia sulla possibilità di altri contagi in futuro. «Per eliminazione - ha spiegato il direttore generale della sanità neozelandese Ashley Bloomfield - intendiamo che d'ora in avanti di quei nuovi casi di coronavirus conosceremo esattamente l'origine».

Rispetto al resto del mondo i numeri della Nuova Zelanda non sono mai stati drammatici. La sua guerra contro il coronavirus si chiude con meno di 1500 positivi e 19 morti. D'altra parte il Paese guidato da Ardern ha adottato sin dall'inizio un contenimento ferreo. Quando c'erano meno di una decina di contagi il governo ha chiuso i confini, imposto la quarantena a chiunque arrivasse, attuato il lockdown e messo in atto una vasta operazione di test e tracciamento dei contatti. Dal 26 marzo ha chiuso tutte le spiagge, i moli e i parchi, così come scuole, uffici, bar e ristoranti, comprese le attività di asporto e consegne a domicilio.

Naturalmente la collocazione geografica ha giocato a favore della Nuova Zelanda ma, ha spiegato la premier, se le misure non fossero state attuate in maniera così tempestiva, ci sarebbero potuti essere 1000 positivi al giorno. Per questo, è l'avvertimento della Ardern, «adesso è il momento di restare vigili».

Da martedì però il lockdown sarà alleggerito. Riapriranno la maggior parte delle attività, compresi ristoranti ma solo per il take away. Resta l'invito alla popolazione a rimanere a casa il più possibile e ad evitare interazioni sociali. Gli assembramenti rimangono vietati, ci si potrà incontrare solo in "piccoli gruppi" di parenti o amici e sempre ad una distanza di due metri. Le scuole e i centri commerciali resteranno chiusi, così come i confini. «Facciamo ripartire l'economia, non la vita sociale delle persone», ha detto la premier.

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