Un'immagine del test del 5 maggio scorso
COREA DEL NORD
09.05.19 - 10:440
Aggiornamento : 14:17

La Corea del Nord lancia «molteplici proiettili non identificati»

Il lancio è avvenuto alle 16.30 locali (le 9.30 in Svizzera) da un'area nella parte occidentale del Paese

PYONGYANG - La Corea del Nord ha lanciato «molteplici proiettili non meglio identificati», a cinque giorni dai test di lanciatori multipli di razzi e verosimilmente di un missile balistico a corto raggio. Lo riferisce l'agenzia Yonhap, citando i militari sudcoreani. Una prima conferma parlava di almeno un ordigno.

I lanci di oggi, ancora non meglio definiti, sono stato fatti dalla base missilistica di Sino-ri, distante circa 80 km a nordovest di Pyongyang, nota per la presenza di Nodong, vettori balistici a medio raggio.

«I proiettili sono stati lanciati in direzione orientale intorno alle 16:30 locali (9:30 in Svizzera)», ha spiegato in una nota il Comando di Stato maggiore congiunto sudcoreano, senza aggiungere informazioni come l'area di caduta. È possibile, in attesa di valutazioni più approfondite, che abbiano tagliato la Corea del Nord prima di finire nelle acque del mar del Giappone.

L'ultimo test, a distanza di 5 giorni da quello maturato a sorpresa sabato, è stato fatto quando i capi negoziatori sulle politiche con la Corea del Nord di Giappone e Usa (lo speciale rappresentante Stephen Biegun) sono a Seul per discutere su tutte le opzioni possibili per rilanciare i negoziati sul nucleare di Pyongyang in stallo dalla fine del 2008.

Seul precisa: «lanciati due missili a corto raggio» - La Corea del Nord ha lanciato nel pomeriggio due missili a corto raggio: è l'ipotesi accreditata dai militari sudcoreani, precisando l'analisi iniziale di lancio di «molteplici proiettili non meglio identificati». Secondo i dettagli forniti dal Comando di Stato maggiore congiunto, un vettore avrebbe coperto la distanza di circa 420 chilometri, mentre l'altro una di circa 270 chilometri. Corea del Sud e Usa stanno lavorando «per determinare più dettagli» relativi alla nuova turbolenza voluta da Pyongyang.

«I nostri militari hanno rafforzato la sorveglianza in caso di ulteriori lanci, mantenendo la postura di piena reattività in coordinamento con gli Usa», si legge in una nota del Comando.

L'Ufficio della Presidenza sudcoreana ha intanto espresso «seria preoccupazione» sulla considerazione che la mossa «non aiuti affatto gli sforzi in atto per migliorare i rapporti intercoreani e per allentare le tensioni militari sulla penisola.

Dopo i lanci di sabato, Seul e Washington hanno mantenuto reazioni misurate, malgrado il rafforzamento dell'ipotesi che il Nord abbia testato un missile a corto raggio oltre ai lanciatori multipli di razzi sotto la supervisione del leader Kim Jong-un.

L'ultima "provocazione", però, potrebbe avere definitivamente affossato quello che è stato il più grande traguardo rivendicato dal presidente Donald Trump: la sospensione dei test di armi, dal lancio di novembre 2017 del vettore balistico intercontinentale Hwasong-15, capace di raggiungere gli Stati Uniti.

Kim da allora ha deciso una moratoria unilaterale come segnale di disponibilità negoziale verso gli Usa, ritenendo legittimi solo i test a corto raggio. Secondo le risoluzioni dell'Onu, invece, tutte i lanci di missili balistici sarebbero al bando.
 
 


 
 

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