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NUOVA ZELANDA
19.03.19 - 15:350
Aggiornamento : 16:09

Facebook: «Nessuno ha segnalato il video della strage». Il ricercatore: «Io l'ho fatto»

Un membro di un'organizzazione che monitoria l'estremismo di destra dice di aver indicato al social la presenza del live di Tarrant. «O Facebook mente o il loro sistema non funzionava correttamente»

WELLINGTON - Il video del massacro di Christchurch, in Nuova Zelanda, trasmesso in diretta su Facebook dal killer Brenton Tarrant, è stato visto in diretta da 200 persone. Lo ha reso noto il vicepresidente di Facebook, Chris Sonderby, in un post in cui ha condiviso alcune informazioni. Altri dettagli, spiega, non sono comunicati su richiesta della polizia neozelandese che sta conducendo le indagini. Il video sul profilo di Tarrant è stato visto in totale 4mila volte prima dell'eliminazione.

Dei 200 che lo stavano guardando in diretta nessuno ha inoltrato una segnalazione al social, aggiunge Sonderby: la prima segnalazione da parte di un utente è arrivata 29 minuti dopo l'inizio della diretta e 12 minuti dopo la fine della stessa (il video dura 17 minuti).

La rimozione non è tuttavia bastata a fermarne la diffusione. Ancor prima che Facebook fosse avvisato, una persona aveva già salvato una copia del video su un sito di condivisione file, e aveva pubblicato il relativo link su 8chan, lo stesso forum su cui Tarrant ha preannunciato la strage.

La versione dell'attivista - Un ricercatore di Right Wing Watch - organizzazione che monitora la presenza dell'estremismo di destra sui social - racconta una storia molto diversa: Jared Holt ha riferito di aver segnalato il live di Tarrant non appena ne è venuto a conoscenza. «Mi è stato inviato un link al post 8chan da qualcuno che ne era spaventato poco dopo che è stato pubblicato. Ho cliccato sul collegamento di Facebook condiviso nel post. È stato a metà attacco ed è stato terrificante» ha spiegato in un tweet. «Io ho fatto la segnalazione» prosegue Holt. «O Facebook sta mentendo o il loro sistema non funzionava correttamente».

Le affermazioni del ricercatore non sono state oggetto di commenti da parte di Facebook.

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