Keystone
SIRIA
16.02.19 - 19:590

Dopo 5 anni il Califfato Isis si estingue

È caduto l'ultimo bastione dell'Isis in Siria, ma i combattimenti non sono finiti

BEIRUT - In attesa dell'annuncio ufficiale della "vittoria contro i terroristi" dell'Isis, sconfitti militarmente dalle forze curde filo-Usa nella loro ultima sacca di resistenza nel sud-est della Siria, le cellule dello 'Stato islamico' si sono riorganizzate. E si sono date alla macchia in Iraq in Siria, dopo che per tre anni sono stati uniti da un 'Califfato' che ha messo paura a tutto il mondo.

Ma lo 'Stato islamico', per ora, si è estinto, a cinque anni dal famoso semestre, tra il 2013 e il 2014, quando quella che era ancora una sigla sconosciuta ai più, senza quasi colpo ferire, conquistò gran parte della valle dell'Eufrate, lambendo Aleppo, annettendo Raqqa in Siria e imponendosi a Mosul in Iraq. Era arrivato a controllare un territorio grande quanto la Gran Bretagna. Il culmine fu la proclamazione del Califfato da parte del leader Abu Bakr al-Baghdadi, ex qaedista scarcerato dalle prigioni Usa in Iraq e di cui da anni si sono perse le tracce.

Per almeno i primi due di questi cinque anni l'Isis ha scolpito nell'immaginario di un Occidente terrorizzato gli orrori delle crudeli, efferate esecuzioni: dagli ostaggi occidentali sgozzati ai cristiani crocefissi, dai gay lanciati nel vuoto ai soldati nemici bruciati vivi. E con la sistematica e plateale distruzione dell'arte antica e dei più grandi siti archeologici della regione in nome di un Islam iconoclasta e assolutista. Per anni l'Isis ha dato l'idea di essere invincibile, di attrarre come una calamita i giovani musulmani insoddisfatti nel mondo: più produceva violenza e la diffondeva con una macchina propagandistica implacabile e più diventata per molti irresistibile.

L'orrore, unito al rischio che i jihadisti potessero ledere gli interessi americani nel Kurdistan iracheno, spinsero l'allora presidente Barack Obama a dar vita a una Coalizione internazionale formata da numerosi Paesi, tra cui l'Italia.

E quando la Coalizione iniziò a sottrarre poco a poco terreno al Califfato, l'Isis esportò il terrore nel cuore dell' Occidente, ispirando e organizzando una sanguinosa catena di stragi, da Parigi a Bruxelles, da Nizza a Barcellona agli Usa.

Proprio la Coalizione ha sostenuto le forze di Baghdad e le milizie filo-iraniane nel riconquistare territorio in Iraq, che è "libero" dall'Isis dalla fine del 2017. E la stessa Coalizione si è avvalsa delle forze curdo-siriane, espressione locale del Pkk ostile alla Turchia, per spingere i jihadisti nell'angolo di territorio in cui sono finiti cinque mesi fa, tra l'Eufrate e il confine iracheno.

L'Isis è stato prima di tutto un prodotto del malessere delle zone impoverite dell'Eufrate. In un recente rapporto, il Pentagono ha scritto che finché non si cercherà di risolvere le questioni politiche e socio-economiche delle comunità dell'Eufrate, l'Isis potrà risorgere nell'arco di sei mesi o di un anno. È ancora attivo in parti dell'Iraq e della Siria. E tornerà presto a colpire.

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