Keystone
ITALIA
14.02.19 - 16:190

A 6 mesi dal crollo del ponte Morandi, Genova si ferma

Un minuto di silenzio alle 11.36, ora esatta del collasso, il commissario alla ricostruzione Bucci: «Noi genovesi non abbiamo mai abbassato la testa»

GENOVA - A sei mesi dal crollo del ponte Morandi Genova si ferma ancora una volta, per ricordare. Alle 11.36, l'ora esatta in cui la struttura è collassata, nei cantieri della demolizione è stato osservato un minuto di silenzio in memoria delle 43 vittime.

Intanto in via Fillak, l'arteria sottostante il viadotto oggi interrotta, si è tenuta come ormai ogni mese la commemorazione di cittadini, comitati e associazioni che si sono dati appuntamento per ricordare, con il lancio di 43 rose nel torrente Polcevera, le persone che hanno perso la vita nel disastro. Per la prima volta, sullo sfondo, il moncone ovest parzialmente smontato.

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«Non abbiamo mai abbassato la testa. Noi tutti, genovesi. Siamo stati uniti, solidi e caparbi, proprio come la nostra storia ci ha sempre insegnato ad essere», ha detto il sindaco di Genova e commissario per la ricostruzione Marco Bucci scegliendo di postare il messaggio su Facebook esattamente alle 11.36.

La demolizione del Morandi intanto prosegue. «La settimana prossima - ha spiegato Bucci -, non abbiamo ancora fissato il giorno preciso, vedremo scendere un'altra trave Gerber, quella tra la pila 6 e la pila 7" con modi e tempi analoghi alla prima trave calata la scorsa settimana. «Dopo questo passaggio inizieremo a lavorare per demolire la pila 8, dove utilizzeremo l'esplosivo».

Quanto ai lavori che vanno avanti sul moncone Est, «stiamo montando le colonne di sostegno e, una volta che saranno pronte tutte e sei potremo pensare a una eventuale riapertura di via Fillak. Un ipotesi che non è ancora garantita ma ci stiamo lavorando», ha spiegato il commissario Bucci.

Sul Morandi è intanto intervenuto un componente della commissione d'inchiesta del ministero delle Infrastrutture, Camillo Nuti, professore di Progettazione strutturale all'Università Roma 3, per dirsi convinto che «la Società Autostrade non abbia usato il giusto principio di precauzione: alle indagini che mostravano problemi di corrosione, non sono seguiti gli interventi». Come «si vede dalla sequenza degli investimenti - ha spiegato -. Dal '67 fino al '96 sono stati spesi fra i 15 e i 20 milioni di euro di manutenzione. Successivamente (quando la gestione è passata dallo Stato ad Aspi, ndr.), non si è speso quasi nulla». Comunque sulla struttura, ha anche sottolineato Nuti, «il controllo pubblico è stato insufficiente».

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