Keystone
INDIA
06.02.19 - 18:290

È lotta al khafz, la mutilazione genitale femminile

Viene praticata sulle bambine quando compiono i sette anni

NEW DELHI - «Dobbiamo bloccare il khafz, la mutilazione femminile ancora praticata in India». Nella giornata mondiale contro le mutilazioni genitali femminili, Masooma Ranalvi, esponente dell'associazione WeSpeakOut ha raccontato, in un'intervista al sito online del quotidiano The Hindu la battaglia del suo gruppo per sradicare definitivamente il khafz dal paese.

«Il khafz - sottolinea l'attivista - è una tradizione barbara, giustificata con motivazioni religiose: sopravvive all'interno della comunità dei Dawoodi Bohras, una minoranza musulmana sciita e consiste in una sottile incisione del prepuzio che circonda il clitoride, praticata sulle bambine quando compiono i sette anni».

Non tutti concordano con la battaglia lanciata da Ranalvi; secondo i sostenitori della tradizione, il khafz non deve essere proibito perché non sarebbe una vera mutilazione. Lo sostiene, ad esempio, Samina Kaanchwala, dell'Associazione per la libertà religiosa delle donne Bohra: «Il khafz - dice -, che risale a oltre 1400 anni, fa è una pratica innocua: non è altro che la versione femminile della circoncisione maschile: le bambine subiscono il taglio intorno ai sette anni, alla stessa età in cui i maschi vengono circoncisi. Si tratta di un'incisione quasi simbolica, un taglio leggero, che rispetta le parti femminili e il clitoride; inoltre, negli ultimi tempi, viene quasi sempre praticata in ambulatorio, da professionisti, medici, infermieri, ostetriche, addestrati a farlo nel modo più igienico e meno invasivo».

Per le donne del gruppo WeSpeakOut, al contrario, non ci sono dubbi, e non si possono tollerare ambiguità: «L'Organizzazione Mondiale della Sanità dà una definizione unica delle mutilazioni femminili, che copre tutte le forme, dalla più atroce e invasiva all'incisione più leggera: sono tutte mutilazioni. Il khafz deve essere abolito», conclude Ranalvi. «Non è altro che un atroce retaggio patriarcale, che mira a reprimere, con crudeltà, la sessualità femminile».

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