Keystone
ITALIA
19.08.18 - 12:580

Crollo del ponte, domani verranno consegnati i primi alloggi agli sfollati

Le persone saranno accompagnate negli appartamenti da personale della Protezione civile e dai Vigili del Fuoco

GENOVA - Domani alle 16.00 il presidente della Regione Liguria Giovanni Toti con il sindaco di Genova Marco Bucci consegneranno i primi alloggi agli sfollati del crollo del Ponte Morandi.

Le persone che per motivi di sicurezza sono state costrette a lasciare le proprie case, dal 20 agosto al 2 settembre potranno usufruire gratis del trasporto taxi per recarsi presso le proprie abitazioni ogni volta che devono recuperare oggetti personali o di qualsiasi altro tipo. Lo hanno deciso l'amministrazione comunale e la Cooperativa Radio Taxi che ha messo a disposizione anche un numero telefonico da contattare in caso di necessità. Le persone saranno accompagnate negli appartamenti da personale della Protezione civile e dai Vigili del Fuoco.

Intanto i consulenti della procura e alcuni membri della commissione ispettiva del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti (Mit) hanno iniziato l'ispezione sul luogo del crollo del ponte. Secondo quanto appreso, si terrà una riunione operativa per coordinare le attività di messa in sicurezza dell'area con la rimozione delle macerie tenendo conto delle esigenze probatorie utili all'inchiesta penale aperta dalla procura di Genova.

Tra le operazioni, è prevista la numerazione e la documentazione fotografica degli elementi crollati sui quali verranno svolte alcune perizie tecniche. Sul posto anche alcuni tecnici e ingegneri della Società Autostrade. Nel frattempo i vigili del fuoco hanno posizionato sul moncone est del ponte crollato un georadar per monitorare eventuali alterazioni nella stabilità.

Già Morandi avvertiva: «Va manutenuto e risanato» - «Penso che prima o poi, e forse già tra pochi anni, sarà necessario ricorrere a un trattamento per la rimozione di ogni traccia di ruggine sui rinforzi esposti, con iniezioni di resine epossidiche dove necessario, per poi coprire tutto con elastomeri ad altissima resistenza chimica». A scriverlo a proposito del viadotto collassato a Genova il 14 agosto scorso era stato, in uno studio datato 1979, lo stesso progettista della struttura, l'ingegner Riccardo Morandi che rilevava già - come riporta oggi La Verità - i primi effetti sul ponte della salsedine e dell'inquinamento.

Nella relazione dal titolo «Il comportamento a lungo termine dei viadotti sottoposti a traffico pesante situati in ambiente aggressivo: il viadotto sul Polcevera, a Genova», scrive il quotidiano, Morandi lancia un concreto «allarme corrosione».

«La struttura - scrive Morandi - viene aggredita dai venti marini (il mare dista un chilometro) che sono canalizzati nella valle attraversata dal viadotto. Si crea così un'atmosfera ad alta salinità che per di più, sulla sua strada prima di raggiungere la struttura, si mescola con i fumi dei camini dell'acciaieria (il vecchio stabilimento Ilva, ndr) e si satura di vapori altamente nocivi».

«Le superfici esterne delle strutture - segnala - ma soprattutto quelle esposte verso il mare e quindi più direttamente attaccate dai fumi acidi dei camini, iniziano a mostrare fenomeni di aggressione di origine chimica». Insomma, è già in atto una «perdita di resistenza superficiale del calcestruzzo».

Morandi, scrive il quotidiano, accenna anche a non meglio definite "piastre" che "sono state letteralmente corrose in poco più di cinque anni", quindi nel 1972, e «hanno dovuto essere sostituite, con processi piuttosto complicati, con elementi in acciaio inox». L'ingegnere conclude insistendo sulla necessità di proteggere la superficie "la superficie in calcestruzzo, per accrescerne la resistenza chimica e meccanica all'abrasione". E suggerisce l'impiego di resine e di elastomeri sintetici».

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