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STATI UNITI
29.05.18 - 21:030

Arriva la stretta di Trump su beni e investimenti dalla Cina

Questo nonostante i progressi nei colloqui in corso tra Washington e Pechino per cercare di scongiurare una vera e propria guerra commerciale tra le due superpotenze

WASHINGTON - Donald Trump tira dritto per la sua strada e annuncia una nuova stretta sull'importazione dei prodotti 'made in China' e sugli investimenti cinesi negli Stati Uniti.

Questo nonostante i progressi nei colloqui in corso tra Washington e Pechino per cercare di scongiurare una vera e propria guerra commerciale tra le due superpotenze.

Una guerra che rischia di espandersi a macchia d'olio: il primo giugno infatti scade anche l'ultimatum della Casa Bianca all'Europa, quello sui dazi alle importazioni di alluminio e di acciaio.

La mossa del presidente americano ha colto un po' di sorpresa gli osservatori, dopo le aperture dei giorni scorsi e con il segretario al commercio Usa Wilbur Ross in partenza per Pechino per la ripresa dei negoziati.

Il provvedimento firmato da Trump prevede dazi del 25% su una serie di beni nel settore dell'hi-tech, il tutto per un valore di 50 miliardi di dollari: dai televisori a schermo piatto alle attrezzature mediche, passando per molti altri prodotti di elettronica. La lista definitiva dei beni colpiti, comunque, sarà diffusa il 15 giugno con le nuove tariffe pronte a scattare subito dopo.

Il memorandum prevede anche una ulteriore restrizione degli investimenti cinesi negli Usa per limitare l'accesso di aziende di Pechino a tecnologie 'made in Usa', restrizioni che saranno rese note il prossimo 30 giugno e che dovrebbero entrare in vigore ai primi di luglio.

Il tutto in nome della sicurezza nazionale, la stessa motivazione addotta per l'imposizione di dazi del 25% sulle importazioni di acciaio e del 10% su quelle di alluminio. Proprio lo scenario che teme l'Europa che spera di essere esclusa, anche in nome dell'alleanza storica con l'altra sponda dell'Oceano Atlantico.

Il presidente americano, infine, ha messo nero su bianco la volontà degli Stati Uniti di procedere con la battaglia contro la Cina davanti alla Organizzazione mondiale per il commercio, con Washington che accusa Pechino di 'furto' sul fronte dei brevetti e dei diritti di proprietà intellettuale.

La reazione del governo cinese non si e' fatta attendere, con il ministero del commercio di Pechino che si è detto "molto sorpreso" per l'annuncio della Casa Bianca: "Sollecitiamo gli Usa ad agire in linea col nostro precedente comunicato congiunto", si afferma in una nota. Ma non è detto che le nuove misure punitive annunciate da Trump vengano alla fine realmente applicate.

Molti osservatori sono convinti che la decisione della Casa Bianca di alzare di nuovo i toni sia proprio mirata a fare pressione sui negoziatori cinesi, con Ross che va a Pechino per ribadire con forza le richieste Usa, tra cui la reciprocità sul fronte commerciale e la fine dei sussidi alle aziende cinesi che poi esportano verso gli Usa.

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