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Cucinare con Fooby
02.04.21 - 07:000

La Pasqua si avvicina e la primavera si risveglia

Per molti di noi la Pasqua è sinonimo di un bel capretto e poi magari si va alla ricerca di uova e coniglietti...

...di cioccolato ­nascosti in giardino. Ma chi ha inventato queste usanze?

Dal mercoledì delle ceneri al giovedì santo, la religione cristiana prevede il digiuno. Nei 40 giorni di Quaresima i fedeli dovrebbero astenersi dai piaceri del palato in ossequio alla passione di Gesù e per riflettere sul proprio stile di vita. 

Sebbene ai giorni nostri non si digiuni più, o al massimo in modo blando, continuiamo a rispettare la conseguenza logica di questo tempo di penitenza: il pranzo pasquale. Dopo un periodo di rinuncia culinaria è infatti normale festeggiare con una bella scorpacciata. Classiche uova sode e poi capretto o agnello oppure un modaiolo brunch con uova strapazzate e treccia al burro? Qualsiasi sia la scelta, la tavola deve essere riccamente imbandita. Quello che in nessun caso può mancare è un dolce speciale per l’occasione! Per molti è la colomba, ma ci sono anche altre specialità. Con questa bella scorpacciata, i fedeli celebrano la fine del digiuno e il ritorno a una dieta senza rinunce. Per chi non è religioso la simbologia non ha così tanta importanza, ma le papille vengono premiate lo stesso. 

Usanze
Un coniglio che nasconde uova in giardino? È un’immagine che ci è stata inculcata fin da piccoli, ma a pensarci è piuttosto balzana. Chi se l’è mai inventata? 

Un coniglio…
Non è sempre facile risalire alle origini delle tradizioni. Spesso si sono formate fondendo elementi di usanze diverse. Ma esistono ­degli indizi: alcune opere d’arte tramandate nel corso del tempo dimostrano che il coniglio veniva raffigurato spesso e volentieri già nell’Antichità. Era considerato un simbolo di fertilità e rinascita. Si tratta di un animale molto cacciato nel nord Europa, di una specie la cui sopravvivenza dipendeva dalla capacità di riprodursi rapidamente.

...che porta le uova
La simbologia dietro all’uovo è meno misteriosa. Sotto a un guscio inerte nasce infatti una nuova vita. Il Medioevo cristiano si è appropriato di quest’immagine facilmente accostabile a quella della risurrezione di Gesù. Ma perché il coniglio di Pasqua nasconde le uova? Beh, forse per tenere occupati i bambini mentre gli adulti si godono il pranzo.



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Treccia alla salamoia

PER 1 Treccia alla salamoia CI VOGLIONO

  • 500 g farina per trecce
  • 1½ c.ni sale
  • 2 c.ni zucchero
  • ½ dado lievito (ca. 20  g), sbriciolato
  • 3 dl latte
  • 100 g burro, a pezzetti, ammorbidito

  • ¾ di dl acqua, bollente
  • 3 c.ni bicarbonato di sodio
  • ½ c.no fleur de sel

  • 2 c. panna da caffè


ECCO COME FARE

  1. Impasto: nella ciotola del robot da cucina mescolare la farina, il sale, lo zucchero e il lievito. Unire il ­latte, impastare per ca. 10  min. con il gancio impastatore del robot. Incorporare il burro un po’ alla volta, lavorare fino a ottenere un impasto liscio e morbido, coprire e lasciar lievitare a temperatura ambiente per ca. 2 ore fino a far raddoppiare il volume.
  2. Treccia: dividere la pasta in 8 porzioni, formare con ogni pezzo di pasta un filone lungo ca. 40  cm e formare una treccia. Coprire e far lievitare per ­ulteriori 20  min. circa. 
  3. Salamoia: mescolare bene l’acqua bollente con il bicarbonato di sodio fino a completo scioglimento. Spennellare la treccia con l’acqua di bicarbonato, quindi salare.
  4. In forno: cuocere per ca. 30  min. nella parte inferiore del forno preriscaldato a 200  °C. Sfornare, ­cospargere con panna da caffè, lasciar raffreddare su una griglia.

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