CANTONE
22.10.13 - 08:230
Aggiornamento : 20.11.14 - 22:48

Lscc, la grande caccia e la fuga...

"The Big Hunt", nuovo passo avanti nella ricerca musicale della band ticinese

LUGANO - Il 30 settembre i Lonesome Southern Comfort Company (Lscc) hanno dato alle stampe The Big Hunt (On The Camper Records), il loro terzo disco.

 

La seconda produzione in termini di formazione però, poiché dietro allo pseudonimo Lscc e all’omonimo album di esordio (On The Camper Records), nel 2008, si celava soltanto John Robbiani (voce, chitarra, pedal steel, banjo): “Il primo disco è uno sfogo, anche uno sfogo politico, direi – mi spiega – Iniziai a dare vita ai versi nel corso del conflitto in Iraq e, confrontando quei testi con il nuovo materiale, risuonano tuttora più autentici… Non ho dubbi… Nel contempo, tuttavia, poggiano su strutture musicali nettamente più deboli...”.

 

Successivamente Robbiani incomincia a sagomare le composizioni raccolte nel secondo album, Charles The Bold (On The Camper, 2010), e nel medesimo tempo a lui si aggregano Luca “Duke” DiMeco (batteria, già con Robbiani tra le fila del progetto Far From The Madding Crowd, ndr), Boris Tarpini (viola) e Abraham Cancellier (chitarra): “Parliamo di un disco intenso, non c’è dubbio, ma, a differenza di The Big Hunt, è venuto alla luce anche pensando a come sarebbe stato percepito…”.

 

“Un fattore, questo, che non è andato a influire sull’ultima produzione, consentendoci di oltrepassare, di conseguenza, i margini di un ipotetico cliché indie, il quale, nonostante l’ampio raggio d’azione, in qualche modo va a delimitare determinate scelte e una più vasta ricerca sonora…”, continua.

 

“The Big Hunt” - la cui copertina riporta “Cought At Last” (1884) di Walter Hunt - “involontariamente” narra di coloro in cerca di una via di fuga, che trovandola si sentono pronti a fuggire, a scappare dalla realtà della propria esistenza: “Prima o poi è così per qualsiasi essere umano…”, conclude Robbiani.

 

Nove tracce ammalianti - registrate, “in poche session notturne”, tra le mura della loro base operativa, lo Skunkworks Studio di Lugano, e missate da Andrea Cajelli all’interno de La Sauna di Varese - nel mezzo delle quali il combo va a recuperare la propria (ipnotica/velvetiana) matrice alt-folk, schiudendola però a una visione espressiva più estesa, tanto da lambire territori country (The Big Hunt, Retreat), nel senso più tradizionale del termine, e un’occasionale sperimentazione electro, in coda a When He’s Down, la traccia d’apertura…

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