CANTONE
30.09.15 - 06:000

"La militarizzazione dei confini non ha mai fermato i flussi migratori"

Intervista a Giulio Micheli, candidato per il Partito Comunista al Consiglio nazionale

LUGANO - Giulio Micheli ha risposto alle nostre otto domande in vista delle Federali del 18 aprile. Storico, di Vacallo, ha 25 anni.

Lavoro: nel Mendrisiotto c'è una percentuale di frontalieri che supera il 50%. Neppure in Lussemburgo vi è una situazione del genere. Il liberismo abbinato al pragmatismo e all'utilitarismo tipicamente elvetici non rischiano di essere controproducenti per il nostro Cantone?

"Oltre al padronato che guadagna facendo dumping salariale, esiste anche un fabbisogno di manodopera frontaliera che è conseguenza di un lavoro che in Ticino è ancora spesso caratterizzato da poca specializzazione e dal basso valore che esso produce. Come Partito Comunista rivendichiamo che si investa maggiormente nei poli industriali e tecnologici all’avanguardia e di conseguenza nella formazione di giovani le cui conoscenze possano essere impiegate in un'economia produttiva ad alto valore aggiunto".

Si dice che l'economia ticinese sia diventata più ricca dall'entrata in vigore degli accordi bilaterali. Questa ricchezza come è stata distribuita? I ticinesi sono più ricchi di prima?

"In realtà a me risulta che il Ticino, come la Svizzera, stia in parte subendo il peggioramento generale della congiuntura europea. Per non rischiare di farci trascinare dall’UE in una spirale di crisi di lungo corso, dovremmo avere la lungimiranza di aprirci maggiormente alle economie emergenti (i cosiddetti BRICS in primo luogo)".

Franco forte. Nonostante l'allarme lanciato dal settore industriale, dal turismo e dalla vendita al dettaglio, gli studi di ricerca parlano di economia svizzera che tiene e cresce. Tanto rumore per nulla?

"Credo proprio di sì. La soglia del Franco a 1.20 sull’Euro si è rivelata una strategia sbagliata della Banca Nazionale, che l’ha obbligata a comprare grandi quantità della valuta europea. Come PC auspichiamo che non si mini più l'indipendenza monetaria della BNS e non si svendano più le riserve d'oro".

Il 9 febbraio 2014 gli svizzeri hanno messo in discussione la politica del Consiglio federale in materia di migrazione. Come se ne esce?

"La questione è complessa. Di sicuro non se ne esce con nuove votazioni sul tema, che screditerebbero la decisione popolare. D’altro canto la questione è di difficile applicabilità, per cui necessitiamo di misure d’accompagnamento e di adattamenti importanti a quelle che sono le reali possibilità della Svizzera di fronte ai partner europei".

I premi della cassa malati aumentano ancora. Fino a quando reggerà questo sistema?

"Il Partito Comunista propone da tempo la creazione di una cassa malati unica, statale e in base al reddito. Oggi possiamo parlare di fallimento dell’attuale sistema".

La Svizzera è risparmiata dal grande flusso di migranti in cerca di rifugio e prospettive di vita migliori. Ritiene necessario potenziare i controlli ai confini?

"La militarizzazione dei confini non ha mai fermato i flussi migratori. La questione da porsi sta a monte e risale in larga parte alle guerre imperialistiche che gli Stati Uniti e gli alleati europei hanno portato in Nordafrica e in Medio Oriente".

La politica energetica è abbastanza o troppo coraggiosa?

"La programmata uscita dal nucleare ci porterà a sfruttare molto maggiormente le energie rinnovabili e la ricerca sul tema. Non si fa mai abbastanza, ma credo che stiamo andando nella giusta direzione".

Finanziamenti ai partiti poco trasparenti, rappresentanti del popolo al servizio delle lobby dei potenti dell'economia. Come rispondere a queste accuse?

"È un grave problema del nostro paese. Noi in quanto piccolo partito non abbiamo lobby, ma per evitare che i destini del nostro paese siano decisi più dai finanziatori delle campagne politiche che dai politici stessi, credo sia necessario non solo introdurre un tetto alla spesa, ma concedere unicamente un finanziamento pubblico ai partiti".

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