CANTONE
15.02.19 - 17:000

Biasca e Olivone per Suisse Diagonales Jazz

Sabato suonerà il Lea Fries’s 22° Halo e domenica toccherà ai District Five

BIASCA - Si conclude questo fine settimana la nona edizione di Suisse Diagonales Jazz. Gli ultimi due concerti ticinesi, organizzati in collaborazione con Musibiasca, sono in programma sabato e domenica.

Alle 21 del 16 febbraio il Lea Fries’s 22° Halo si esibirà presso la Casa Cavalier Pellanda a Biasca, mentre alle 17 del 17 febbraio i District Five suoneranno all'Osteria Centrale a Olivone.

Lea Maria Fries’ 22° Halo
Lea Maria Fries (voc) / Gauthier Toux (p) / Lukas Traxel (b) / Valentin Liechti (dr)

L’alone del ventiduesimo grado, da cui trae spunto il nome del gruppo, è un fenomeno ottico cosmico in cui si forma un anello quando la luce è rifratta da milioni di cristalli esagonali di ghiaccio. L’omonima band di Lea Maria Fries ne fa una colonna sonora sul palco. Ma come suona? Questo quartetto mette sotto tensione lo spazio, il groove e la melodia; le note delicate del pianoforte di Toux si fondono a meraviglia con la voce seducente di Fries. Un grande istinto per il ritmo, il groove e i testi caratterizzano questa cantante, mentre la batteria di Liechti fa sentire il cosmo della band, lo rende accessibile e lascia spazio a Traxel, che fa cantare magistralmente il suo contrabbasso.

Non è sempre chiaro chi sia a dare l’impulso armonico delle proprie composizioni e interpretazioni, ed è proprio questo aspetto che rende la band misteriosamente fluttuante nel tempo e nello spazio. Tutti i membri del gruppo sono musicisti jazz che hanno affrontato la tradizione per intraprendere un nuovo percorso, un po’ come fa la luce rifratta dai cristalli.

District Five
Tapiwa Svosve (as, keys, electronics) / Vojko Huter (g, keys, electronics) / Xaver Rüegg (b) / Paul Amereller (dr)

Questi quattro musicisti, tutti poco più che ventenni, sono tra le proposte più emozionanti che la scena jazzistica elvetica è in grado di proporre attualmente. Agli estremi di una cultura di progetto in rapida evoluzione, i District Five hanno appena pubblicato il loro album di debutto: con questo lavoro, intitolato “Decoy”, gettano un’esca assai seducente. Il quartetto è ben intenzionato a trascendere il jazz convenzionale e con questo album, realizzato in studio, i musicisti hanno avuto la possibilità di attingere dall’universo sonoro dell’elettronica per evincere il proprio concetto musicale con suoni diversi rispetto alle loro esperienze dal vivo.

Così l’energia concentrata dell’improvvisazione libera scompone le strutture dei brani, enfatizzando gli aspetti fisici della musica, mentre l’arte musicale multilivello dei District Five affascina per la sua immediatezza e sviluppa un’attrazione ipnotica.

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