LUGANO
01.06.17 - 09:360

Confermata l’importanza degli educatori di strada

LUGANO - Il Servizio di prossimità, coordinato dalla Divisione prevenzione e sostegno, ha presentato il rapporto d’attività 2016. Formato da tre educatori che operano in un’ottica di prossimità urbana, il Servizio si conferma quale importante presenza sul territorio a favore dei giovani. Rafforzata anche la complementarità con i centri giovanili cittadini.

Il Servizio di prossimità della Città di Lugano ha presentato il suo rapporto d’attività 2016. Sono importanti le cifre riportate alle autorità cittadine, alla Commissione intercomunale per la prevenzione e agli enti e associazioni per i giovani, con i quali il Servizio lavora in rete: 450 sono state le ore di presenza a piedi sul territorio, 320 quelle dedicate alle uscite con lo spazio di incontro mobile TheVan e 630 quelle dedicate agli accompagnamenti individuali. Gli educatori del Servizio operano secondo la filosofia del “fuori orario, fuori ufficio” cercando, attraverso la loro presenza nei luoghi di ritrovo giovanili, di attenuare i fenomeni di disagio e di malessere, soprattutto causati dal confronto con il mondo degli adulti. Sostengono inoltre i giovani nella loro progettualità e promuovono la loro inclusione nella società civile, agendo sia a livello preventivo, sia nella riduzione dei comportamenti a rischio.

«Il Servizio di prossimità svolge un importante ruolo di mediazione per le richieste che provengono dal mondo giovanile – aggiunge Lorenzo Quadri, capodicastero Formazione, sostegno e socialità -. In un clima di dialogo, l’attento lavoro degli educatori consente la partecipazione attiva dei giovani alla vita civica, nonché la loro responsabilizzazione in eventuali situazioni di conflitto. Il Servizio rappresenta un tassello importante del processo di sostenibilità sociale avviato dalla Città nell’alveo della riflessione sulla qualità di vita nei quartieri».

Il 2016 è stato inoltre l’anno del trasferimento del Servizio di prossimità nella nuova sede di Via Pazzalino a Viganello, nell’edificio che ospita anche lo storico centro giovanile. La collaborazione tra gli educatori e gli animatori del centro si è profilata fin dall’inizio come molto interessante, soprattutto per la possibilità che offre la vicinanza di un primo contatto informale con i giovani frequentatori, agevolando – se necessario - un accompagnamento successivo più strutturato. Sempre lo scorso anno è stato istituito il Fopsi-Forum degli operatori di prossimità della Svizzera italiana, un gruppo di lavoro di professionisti che si interroga sulle diverse pratiche adottate nel lavoro di strada. Nell’ambito della formazione il Servizio di prossimità offre inoltre un posto di stage per gli studenti della SUPSI al terzo anno in lavoro sociale. Il Servizio, rivolto ai giovani tra i 12 e i 30 anni, beneficia di un contributo finanziario della Fondazione Damiano Tamagni per la prevenzione della violenza giovanile.

 

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