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La Honda Jazz è una campionessa nel sfruttare lo spazio

In appena quattro metri la piccola monovolume sembra creare spazio dal nulla. Merito di soluzioni progettuali azzeccate che rendono la terza generazione ancora più pratica.

Non tutti ci riescono, ma creare un’automobile spaziosa quando le dimensioni della stessa sono decisamente importanti è un’impresa relativamente semplice. Più difficile è applicare la ‘filosofia IKEA’ all’automobile, vale a dire ottimizzare gli spazi al punto tale da far sembrare un monolocale una sala da ballo imperiale – o nel caso di un’automobile, rendere pratica e spaziosa una vettura di nemmeno quattro metri di lunghezza. Da una quindicina di anni la Honda Jazz  è sempre stata molto abile in ciò, tanto che da poter essere ormai considerata uno dei modelli ‘storici’ del marchio che qualche tempo fa è stato presentato nella sua terza generazione, completamente rinnovata.

La praticità e lo spazio interno restano ovviamente i suoi punti forti tanto da essere stati addirittura migliorati. In questo caso non ci riferiamo solo alla soglia di carico che si trova ad appena 60 centimetri da terra e al bagaglio ampio che, grazie ai suoi 354 litri di capienza (17 in più di prima) arriva al livello di una Golf, ma proprio che lo sfruttamento dello spazio è in cima alla lista delle priorità progettuali. Così facendo il serbatoio del carburante è stato spostato sotto ai sedili anteriori, liberando così spazio sotto quelli posteriori ed introducendo i “Magic Seats”. Questi consentono di configurare la seduta e gli schienali a proprio piacimento: le sedute di quelli posteriori possono per esempio essere sollevate e bloccate in posizione verticale parallela agli schienali, offrendo un’altezza di carico (dal pavimento al tetto) pari a 1,28 metri così da poter alloggiare oggetti voluminosi dietro ai sedili anteriori.

Per fare ciò è stato ovviamente mantenuta la fisionomia da piccola monovolume che da sempre la contraddistingue; cionondimeno guadagna in personalità soprattutto nella sezione frontale adottando un design coerente con gli altri nuovi modelli del marchio, rafforzando quindi l’identità stilistica. Anche l’abitacolo privilegia la facilità d’uso, introducendo qualche dettaglio interessante come la parte centrale della plancia leggermente orientata verso il conducente la quale integra il nuovo sistema di infotainment Honda Connect. Dato che con circa 25'000 franchi ci si può portare a casa un esemplare nell’allestimento più ricco e completo di tutto, è ovvio che nel complesso la Honda Jazz sia una vettura realizzata con particolare attenzione ai costi come dimostra per esempio la guarnizione del giroporta parziale o il vano motore non verniciato. Ma nonostante ciò è pregevole lo sforzo attuato per rendere l’abitacolo gradevole alla vista e nei punti di principale contatto, mettendo in risalto un assemblaggio assai preciso.

Disponibile con un unico nuovo motore, realizzato interamente in lega leggera, sul fronte meccanico la Jazz lascia scelta solo sulla trasmissione affidata ad un cambio a variazione continua (CVT) oppure al nuovo manuale a sei rapporti. Un cambio, quest’ultimo, pressoché perfetto, quasi da sportiva, con innesti precisi e leveraggi corti che ben si abbina al temperamento vivace del motore 1,3 litri da 102 cavalli, un classico aspirato con tecnologica i-VTEC che se strapazzato evidenzia un temperamento vivace. Essendo la coppia (123 Nm) erogata parecchio in alto (5'000 giri/min.) lo svantaggio è che in salita si debbano spesso raggiungere regimi più elevati rispetto a quanto siamo abituati con i moderni turbo ed in autostrada – a causa della sesta molto lunga – scalare un rapporto per riprendere velocità. È d’altro canto vero che la lunghezza del sesto rapporto permette di abbassare i consumi in autostrada, i quali nella media complessiva rilevata si assestano poco al di sopra dei 6 l/100 km.

Pur essendo venduta in tutto il mondo e costruita in sette nazioni, i tecnici Honda hanno dedicato alle Jazz commercializzate in Europa una taratura specifica di sterzo e sospensioni, che in effetti si traducono in delle belle reazioni quando capita di guidarla lungo un percorso guidato, in cui è sempre pronta e lo sterzo mostra una bella precisione. Sebbene non sia ovviamente così facile celare il baricentro alto, il risultato ed il comportamento è nel complesso molto gradevole anche grazie al lavoro svolto dietro le quinte dal torque vectoring attivo su tutte e quattro le ruote, dimostrando una volta di più che le Honda sono delle vetture progettate da Ingegneri che hanno a cuore la meccanica.

 

SCHEDA TECNICA

Modello, versione Honda Jazz 1.3 i-VTEC Executive
Motore 4 cilindri benzina (aspirato), 1.3 litri, 102 cv, 123 Nm
Trasmissione Manuale a 6 rapporti
Massa a vuoto 1'066 kg
Accelerazione 0-100 km/h 11,2 secondi
Velocità massima 190 km/h
Consumo medio 5,2 l/100 km (omologato)
Prezzo 23'900 CHF
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