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SVIZZERA«Personalizzare la propria targa con nomi, parole o sigle»

16.04.24 - 09:48
La mozione al Consiglio Federale di Lorenzo Quadri (Lega) punta a introdurre le "vanity plates" in Sviizzera
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Fonte Lorenzo Quadri
«Personalizzare la propria targa con nomi, parole o sigle»
La mozione al Consiglio Federale di Lorenzo Quadri (Lega) punta a introdurre le "vanity plates" in Sviizzera

BERNA - Targhe personalizzate come quelle che si vedono in paesi come gli Stati Uniti ma anche in Austria e Germania. Sono quelle che, in futuro, si potrebbero osservare anche sulle auto svizzere in circolazione se la mozione presentata al Consiglio Federale da Lorenzo Quadri (Lega) dovesse essere accolta.

Le cosiddette "vanity plates"; sono quelle targhe che riportano delle scelte particoalri di numeri o lettere, che di solito raffigurano una frase riconoscibile, uno slogan o un nome. Negli States, ad esempio, pagando un extra si possono creare.

Ma ecco la motivazione della richiesta, come spiegato da Lorenzo Quadri. «Attualmente vengono emesse targhe di controllo esclusivamente con numeri (1-999'999) e questo sia per ragioni storiche, sia per ragioni legali. Appare evidente che nel prossimo futuro non sarà più possibile limitarsi all’utilizzo di cifre, ma sarà imprescindibile allargare a combinazione alfanumeriche per poter garantire un ventaglio sufficiente di combinazioni, a fronte della richiesta di autoveicoli da immatricolare. Ciò comporterà dunque, giocoforza, un adeguamento dell’attuale sistema», questa la premessa.

«Ciò apre un’opportunità, sia per i cittadini sia per le autorità, poiché permetterebbe di introdurre le cosiddette “vanity plates”. La passione per i numeri di targa “speciali” è già oggi una realtà molto diffusa in Svizzera e non solo. Numerosi Cantoni offrono la possibilità ai propri cittadini di acquistare, tramite asta o a prezzi fissi, dei numeri di targa particolari e tutti hanno letto di prezzi d’acquisto importanti per i numeri più bassi, con i record che superano anche i 100mila franchi. Appare evidente che, se ne venisse data la possibilità, lo stesso interesse, se non addirittura superiore, sarebbe dato anche per delle targhe personalizzate (ad esempio con nomi propri, parole o sigle)».

Un approccio - come viene scritto - già seguito da molti anni in Germania e Austria, come in numerose altre nazioni, «con piena soddisfazione tanto dei cittadini che possono così ulteriormente personalizzare il loro veicolo, che delle autorità che possono beneficiare di maggiori entrate da parte di coloro che sono disposti a spendere somme importanti per una targa personalizzata», dice Quadri

Ecco allora che a fronte della »difficile situazione finanziaria in vari Cantoni (ma pure a livello federale) e considerato che una simile apertura non presenta particolari criticità, si ritiene importante cogliere quest’opportunità di incremento degli introiti. Per ragioni di prudenza, si potrebbe delegare il controllo delle combinazioni alfanumeriche da vietare ai singoli Cantoni, registrando a livello federale un semplice divieto generale di scegliere delle combinazioni contrarie ai buoni costumi, o che esprimano messaggi discriminatori o offensivi», chiude Lorenzo Quadri.

La richiesta è dunque di adeguare le necessarie disposizioni sui requisiti delle targhe degli autoveicoli, in modo che, al più tardi dal momento in cui in un Cantone non siano più disponibili combinazioni numeriche, la legislazione venga modificata permettendo nelle targhe non solo l’uso di lettere, ma anche la creazione di combinazioni casuali di nomi, parole e/o acronimi, delegando ai singoli Cantoni il monitoraggio.

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