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Suolo sano«Rigenerativo» è il nuovo «sostenibile»

27.02.24 - 11:00
Unsplash
«Rigenerativo» è il nuovo termine di tendenza nelle dichiarazioni di sostenibilità. Attuare un’agricoltura rigenerativa significare promuovere la salute del suolo e la biodiversità.
«Rigenerativo» è il nuovo termine di tendenza nelle dichiarazioni di sostenibilità. Attuare un’agricoltura rigenerativa significare promuovere la salute del suolo e la biodiversità.
«Rigenerativo» è il nuovo «sostenibile»
Le imprese addobbano volentieri i loro prodotti con promesse green. Una delle più diffuse negli ultimi tempi è il concetto di «rigenerativo». Greenwashing o vera protezione dell’ambiente?

In breve:

    • Il concetto di «rigenerativo» rappresenta un metodo di produzione che sfrutta le qualità dell’ambiente e lo migliora.
    • «Rigenerativo» non è un termine protetto e presenta quindi il rischio di greenwashing.
    • Le pratiche rigenerative, soprattutto in agricoltura, mirano a promuovere la salute del suolo e la biodiversità come elementi chiave nella lotta contro i cambiamenti climatici. Queste pratiche non sono mirate a limitare i danni ma promuovono e ripristinano attivamente gli ecosistemi.
    • In Svizzera dal 2023 esiste un label per l’agricoltura rigenerativa.

Sostenibile, per un futuro migliore, ecologico, green: tutti concetti con cui le imprese addobbano volentieri le proprie offerte. La parola «sostenibile» non è però un termine protetto e non ha una propria chiara definizione. Cosa significa quando un prodotto è descritto come «sostenibile»? Parliamo delle condizioni di produzione? Delle materie prime? Della spedizione? Nel migliore dei casi viene dichiarato in modo trasparente, nel peggiore non si sa nulla. Come consumatori non ci resta spesso che affidarci alla parola dell’impresa.

E ora che i termini come «sostenibile» vengono sfruttati da tutti, dal settore bancario fino all’industria della moda, in quantità quasi inflazionistiche, nessuno ci fa più attenzione. Serve un nuovo concetto: rigenerativo.

Ma cosa significa «rigenerativo»? Si tratta solo di parole vuote che le imprese di moda internazionale e l’agricoltura svizzera sfruttano nelle loro pubblicità?

Cosa significa «rigenerativo»?

Rigenerativo non è un concetto protetto e può essere utilizzato con significati differenti. Fondamentalmente però significa produrre con metodi che non solo non sono nocivi per l’ambiente ma che producono attivamente benefici. Suolo ed ecosistema vengono rigenerati, viene promossa la biodiversità e ristabilito l’equilibrio naturale.

Perché è importante produrre in modo rigenerativo?

Suolo sano e biodiversità sono fattori chiave per un ecosistema funzionante che a sua volta è essenziale per combattere i cambiamenti climatici. Le pratiche rigenerative non mirano quindi a causare il minor danno possibile ma a rispristinare e promuovere tutti gli ecosistemi.

In quali settori si può parlare di rigenerativo?

    • Agricoltura: questo concetto viene utilizzato soprattutto in relazione con l‘agricoltura. L’agricoltura classica punta spesso su monocolture e su un utilizzo massiccio di sostanze chimiche e concimi. L’agricoltura rigenerativa è una forma di agricoltura biologica che si concentra soprattutto sulla salute del suolo e sulla biodiversità.  
    • Alimenti: poiché la maggior parte degli alimenti deriva dall‘agricoltura, anche nel settore alimentare è possibile incontrare questa definizione. Il tema è sempre più popolare: l’Università di scienze applicate di Zurigo offre un master in «Preneurship for Regenerative Food Systems».  
    • Settore edilizio: anche i materiali da costruzione possono essere rigenerativi... o non esserlo del tutto. Al Politecnico federale di Zurigo è possibile seguire un CAS in «Regenerative Materials» in cui i partecipanti imparano a «contribuire alle necessarie trasformazioni ecologiche e sociali nel settore edilizio».  
    • Industria della moda: l’industria tessile e della moda è strettamente legata all’agricoltura, dalla coltivazione del cotone fino all’allevamento degli animali da reddito. «Il cotone è il filato più utilizzato a livello mondiale e occupa il 2,5% della superficie agricola. Nei campi vengono però utilizzate quantità massicce di pesticidi ed erbicidi», scrive Fashion Revolution.   
    • Energia: le energie rinnovabili vengono chiamate anche energie rigenerative. Si intendono le fonti di energia che si rinnovano naturalmente o sono inesauribili come l’energia solare o eolica.  

Come riconoscere se un prodotto è davvero «rigenerativo»?

L’organizzazione internazionale non-profit Local Futures fornisce una serie di punti grazie ai quali i consumatori possono verificare se determinati alimenti sono davvero prodotti con metodi rigenerativi come dichiarato o se si tratta di un deplorevole tentativo di greenwashing. Tra questi troviamo:

    1. Piccole imprese: le grandi imprese a monocoltura, orientate al mercato dell’esportazione e quasi sempre dipendenti da sostanze chimiche tossiche, non possono davvero essere rigenerative. Per le piccole imprese agricole è più semplice attuare metodi di coltivazione biologici e sostenibili.
    2. Produzione diversificata: la diversità è un principio fondamentale della vita. Per avere un suolo sano, proteggere insetti e uccelli e ristabilire l’equilibrio ecologico, è essenziale coltivare e allevare una grande varietà di piante e animali sulla stessa terra. 
    3. Mercati locali: la riduzione delle distanze è essenziale per diminuire le emissioni e i materiali da imballaggio. 
    4. Conoscenze personali: il legame tra chi produce, chi lavora, chi rivende e chi consuma è essenziale per far sì che tutti si sentano responsabili del benessere degli altri. Promuove il benessere dell‘intera comunità. Il sistema alimentare contribuisce quindi anche alla rigenerazione sociale.  

Esistono label per l’agricoltura rigenerativa?

Dal 2023 in Svizzera esiste un label che offre la possibilità alle imprese agricole di certificare i propri prodotti come rigenerativi. Per ottenere la certificazione occorre soddisfare un bilancio dell’humus e del clima nonché un indice del benessere animale.

A livello internazionale esiste già da qualche tempo una certificazione «Regenerative-Organic» fondata tra l’altro in collaborazione con il marchio di moda outdoor Patagonia. Il label è ancora in fase di elaborazione ma a lungo termine sarà disponibile in tutto il mondo.

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