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La tutela dei consumatori nell’era dei sistemi che evolvono

Nell’era del digitale avanzato, caratterizzato da sistemi e dispositivi ‘intelligenti’ e che evolvono, i consumatori sono adeguatamente protetti dai nuovi possibili rischi?

La questione è molto rilevante, tanto che se ne discute anche alle Nazioni Unite, in seno al Comitato per lo sviluppo e il commercio. Lo scorso mese di luglio, infatti, si è tenuto nella sede di Ginevra dell’ONU un incontro con lo scopo di proporre alcuni spunti di riflessione all’attenzione dell’Assemblea generale dell’Intergovernmental Group of Experts (IGE) on Consumer Protection Law and Policy. Alla sessione è stato invitato il Dr. Francesco Regazzoni, ricercatore presso la Facoltà di scienze informatiche dell’USI, per contribuire alla discussione con le sue competenze nell’ambito della cosiddetta “product hazardization”, ovvero di prodotti che possono diventare pericolosi.
L’Internet of Things, grazie al quale sempre più numerosi dispostivi sono connessi alla rete (anche quelli utilizzati per applicazioni critiche), aumenta infatti in modo sostanziale i potenziali rischi per i consumatori, dal banale guasto all’impianto di condizionamento fino a eventi con conseguenze più catastrofiche, come incidenti stradali o malfunzionamento di sensori di emergenza.
Uno degli argomenti cruciali discussi durante l’incontro all’ONU è stata l’opportunità di introdurre regolamentazioni e legislazioni nel settore dei prodotti digitali che, evolvendo nel tempo tramite software update o installazione di app, possono diventare “hazardous”. Nel suo intervento, Regazzoni ha sottolineato l’importanza di avere una corretta e precisa comprensione dei sistemi “cyber-physical” (i sistemi integrati in molte delle attività che accompagnano la vita di tutti i giorni), al fine di formulare precise e puntuali raccomandazioni in ambito normativo.

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