CANTONE
04.01.18 - 07:000

Epifania in Ticino: che cosa si mangia?

Siamo pronti ad accogliere - anche in tavola - i Re Magi e la Befana, e a salutare definitivamente il periodo delle feste? Per non sbagliare, esploriamo insieme le tradizioni del 6 gennaio in Ticino

 

LUGANO - Natale è passato, Capodanno anche. Cosa manca alla trafila di festività invernali? L’Epifania! Difficile non farsi prendere dalle celebrazioni: il 6 gennaio è la giornata con cui salutiamo le altre feste, con cui consolidiamo l’inizio di un nuovo anno.

C’è chi la lega alla figura della Befana, e chi è più affezionato all’accezione cristiana di questo giorno, riguardante l’arrivo dei Re Magi presso Gesù Bambino: in entrambi i casi, in ogni angolo del Cantone possiamo assistere a sfilate e manifestazioni che riguardano questi preziosi personaggi della nostra cultura.

Essendo l’Epifania legata alle celebrazioni della Natività, spesso il menù che troviamo in tavola ha dei punti di contatto con i pranzi e le cene delle feste precedenti. Sapori autunnali e invernali si combinano tra le varie portate, con più libertà dalla tradizione rispetto al Natale. L’Epifania, possiamo dire, ha una propria “autonomia” in questo senso.
Alcuni approfittano dell’occasione per offrire “Pasta e Pom”, un piatto tipico della zona leventinese: si tratta di un primo molto ricco, i cui principali ingredienti, oltre alla pasta, sono le patate e il formaggio Gottardo; possiamo definirla, alla lontana, la pasta al forno del Ticino.

C’è tuttavia un altro punto importante, una ragione molto precisa per cui i bambini accolgono con gioia l’arrivo dell’Epifania: i dolci! Abbiamo tutti familiarità con la tradizionale calza della Befana, che tutti i bambini buoni trovano piena di leccornie la mattina del 6 gennaio, oppure di carbone per i più birbanti. In molte manifestazioni che si tengono in giro per il cantone, nonostante ciò, la distribuzione non sempre viene associata alla Befana, bensì ai cari Re Magi.

Sono loro, infatti, dopo un lungo viaggio, a portare doni non soltanto per il neonato Gesù ma anche per tutti i piccoli presenti ad accoglierli. Se vi coglie l’orrore al pensiero delle carie che rischiano i vostri bambini, lasciate che faccia un’importantissima aggiunta.
Secondo la tradizione più antica, risalente ad anni – non troppo distanti – in cui la scelta di dolci era molto più limitata di quella che abbiamo oggi, i Re e la Befana erano soliti portare noci, arachidi e mandarini. Avete letto bene! Ricordatelo se volete fare delle scelte alternative per le calze dei vostri figli o nipoti: i mandarini, in particolare, essendo molto dolci e nutrienti sono una scelta apprezzata dai più piccoli. Se temete di deluderli, optate per una piccola percentuale di dolciumi e non negate loro il piacere di qualche schifezza. Si sa, sono ragazzi!

In questo modo avrete il piacere di farli contenti, con la soddisfazione di aver fatto un piccolo tributo alla tradizione: avrete ricordato tempi forse più poveri, ma non meno gioiosi rispetto all’arrivo dei Re Magi.

Questa rubrica è sponsorizzata dal Ciani Ristorante Lugano.

Articolo di S. Santese e G. Biondo, del Ristorante Ciani Lugano.

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