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LUGANO
02.08.21 - 14:180
Aggiornamento : 15:39

«Ci danno degli imbecilli, ma ciò dice più di loro che di noi»

Per gli organizzatori, la "cifolata" di ieri è stata un successo. E non solo per la presenza dei molinari.

Il portavoce Venturelli. «Partecipavano anche tanti capelli bianchi. E non per difendere il Molino».

LUGANO - «Non è affatto vero che c’erano solo molinari». Michel Venturelli, portavoce del collettivo “Taspettofuori”, ci tiene a difendere le idee alla base della "gara di fischi" che ha avuto luogo ieri, durante l'allocuzione di Karin Valenzano Rossi in Piazza della Riforma, a Lugano.

«La nostra “gara” - sottolinea - è stata una manifestazione di disobbedienza civile. Una forma di lotta politica a cui possono fare ricorso i cittadini quando ritengono che l'autorità dello Stato sia andata al di là dei limiti del buon governo, e cioè dei suoi doveri istituzionali. Il colore politico non c’entra nulla. Se poi una certa politica vuol definirci degli imbecilli, ne prendo atto. Ma questo dice più di loro che di noi».

Una "gara", volutamente inserita nel discorso in occasione della festa della Patria quale segno di protesta contro parte dell'Esecutivo cittadino in generale, e contro Valenzano Rossi (evidentemente) in particolare. «Ma non è stata organizzata dai molinari, che erano sì presenti, ma non i soli. Almeno la metà delle persone, ed eravamo circa un centinaio - sottolinea Venturelli -, avevano i capelli bianchi. E non erano lì a difendere il Molino come a molti fa piacere credere. Gli altri non so, io ho manifestato contro una politica sempre più autoritaria e sempre meno autorevole».

Il portavoce risponde a coloro che nelle ultime ore hanno criticato questa forma di provocazione (forse un unicum in Svizzera, quasi certamente in Ticino). «Secondo Valenzano Rossi noi avremmo fischiato le donne. In realtà fischiavamo solo lei, e se a capo della polizia di Lugano ci fosse stato un uomo non sarebbe cambiata una virgola. Non c'è nemmeno un sottofondo politico nel nostro agire. Io, a dirla tutta, non sono né di sinistra né di destra. Sto semplicemente dalla parte di chi dimostra un po’ di buonsenso. Purtroppo sempre più spesso in politica ce n’è poco».

Per qualcuno si è trattato esclusivamente di un'azione di disturbo: «Ci hanno detto che non si costruisce sui fischi - conclude Venturelli -. Bene, ma nemmeno sulle macerie e sono contento che siano venuti anche i ragazzi del Molino; loro sono state le principali vittime di quella che è la politica delle ruspe messa in atto dal Municipio».

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