Keystone
CANTONE / SVIZZERA
26.05.21 - 16:330
Aggiornamento : 18:25

Accordo quadro al capolinea, tutte le reazioni politiche

La rottamazione delle trattative ha «rattristato» il PLR, mentre per la Lega si tratta solamente di «un atto dovuto».

L'UDC: «Vittoria per il popolo». Economiesuisse: «Il Consiglio federale minimizzi i danni». I Verdi: «Decisione irresponsabile e codarda». Il PS attacca Cassis: «Principale colpevole». Il Centro: «Pronti ad assumerci responsabilità».

BELLINZONA - Dopo le enormi difficoltà vissute negli ultimi mesi, la notizia era nell'aria. Ma ha fatto comunque scalpore. Il Consiglio federale ha infatti deciso oggi di rimandare al mittente la bozza dell'Accordo quadro senza porvi la propria firma. Insomma questo Accordo istituzionale con l'UE è (definitivamente) saltato, anche se per Berna «salvaguardare la collaudata via bilaterale» e «portare avanti con convinzione gli accordi esistenti» resta un obiettivo comune.

PLR rammaricato - La rottamazione da parte di Berna dei negoziati sull'Accordo quadro è stata accolta «con rammarico» dal PLR secondo cui il Consiglio federale deve ora «agire rapidamente» per assicurare «prosperità» alla Svizzera. Secondo i Liberali-radicali l'Esecutivo «nel suo insieme» non è stato in grado di gestire questo dossier prioritario per il Paese, mentre l'UE «per questioni ideologiche», non ha saputo tenere in considerazione gli interessi della Svizzera. Per il PLR ora la situazione si fa problematica e vanno cercate «soluzioni alternative» per evitare «conseguenze catastrofiche» soprattutto per la piazza economica elvetica e per la ricerca. 

«Stabilizzare il percorso bilaterale» - Sulla stessa lunghezza d'onda pure Economiesuisse che «si rammarica» che le consultazioni tra Berna e Bruxelles non abbiano portato a un risultato positivo. Per gli ambenti economici del nostro Paese spetta ora al Consiglio federale «stabilizzare il percorso bilaterale» e «minimizzare i danni», assicurando anche in futuro «relazioni stabili e a lungo termine» con l'Unione europea e i suoi Stati membri. «Preservare i vantaggi della via bilaterale - conclude Economiesuisse - deve quindi rimanere l'obiettivo prioritario della politica economica estera elvetica».

«Decisione irresponsabile e codarda» - Ancora più pesanti le parole espresse dai Verdi che puntano il dito contro il Consiglio federale definendo «irresponsabile, codarda e sbagliata» la decisione presa oggi.  Stando agli ecologisti, il tentativo del Consiglio federale d'indebolire la protezione dei salari svizzeri in favore dell'accordo istituzionale si è rivelato «un errore strategico fatale» che ha lasciato campo aperto alle forze euro-scettiche. I Verdi invitano ora Berna a inviare «senza tardare» segnali di distensione all'Ue e a intraprendere «iniziative pragmatiche e concrete per stabilizzare e consolidare la cooperazione».

«L'adesione all'Ue non sia tabù» - Da parte sua il Partito Socialista punta il dito contro Ignazio Cassis ritenuto il principale colpevole del «deprecabile fallimento» delle trattative sull'accordo quadro con l'Ue. Secondo il PS, adesso tutte le forze costruttive devono lavorare assieme su una politica europea che offra prospettive. «Neanche l'adesione all'Ue deve essere un tabù». Il Co-presidente socialista Cédric Wermuth l'accordo è saltato a causa di «un eccesso di fiducia» da parte di Cassis. Nell'immediato per i socialisti è fondamentale concentrare gli sforzi per permettere alla Svizzera di partecipare ai programmi di cooperazione dell'UE, come Horizon o Erasmus.

Cantoni delusi - Anche i Cantoni «deplorano fortemente» la situazione venutasi a creare. Per loro, infatti, relazioni stabili con l'UE rimangono della «massima importanza» e la Conferenza dei governi cantonali intende «impegnarsi per il mantenimento degli accordi bilaterali esistenti». Inoltre i Cantoni invitano Berna a chiarire «al più presto» le conseguenze del fallimento e le questioni in sospeso nelle relazioni con l'UE. Nonostante il fallimento dei negoziati, i Cantoni ribadiscono il «loro sostegno» al Consiglio federale, poiché ora si tratta di «preservare e sviluppare gli accordi con l'UE e gli altri partner commerciali».
 
«Decisione doverosa» - Di tutt'altro tenore la reazione della Lega dei Ticinesi che ritiene «doverosa ma con sette anni di ritardo» la decisione presa oggi dal Consiglio federale. Secondo il Movimento era infatti «sotto gli occhi di tutti» che quanto chiesto dall’UE fosse «incompatibile» con l'autonomia e la sovranità svizzera e avrebbe inoltre «danneggiato» le lavoratrici e i lavoratori residenti in Svizzera, favorendo «un'ulteriore pericolosa ondata migratoria verso il nostro Paese». Per la Lega questo insuccesso delle trattative con Bruxelles deve infatti spianare la strada «a un altro tipo di rapporto» con l'importante partner commerciale, che è chiamata a riconoscere in «modo netto la sovranità della Svizzera e la sua forza contrattuale».

«Vittoria del popolo» - Sulla stessa lunghezza d'onda leghista, troviamo naturalmente l'UDC che parla di «vittoria del popolo e della democrazia diretta», esultando per la decisione odierna presa dal Consiglio federale. Per i democentristi, infatti, l'Accordo quadro avrebbe significato «una perdita massiccia di sovranità per la Svizzera». Il presidente Marco Chiesa sottolinea come il documento non sia più sul tavolo «grazie agli sforzi dell'UDC» che contrariamente alle altre forze politiche «non vuole facilitare» il versamento del miliardo di coesione. «Tale contributo non va sbloccato finché da Bruxelles si discriminerà la Svizzera», sbotta in conclusione il partito, ricordando come l'Ue esporti «più beni verso la Confederazione che viceversa».

«Pronti ad assumerci responsabilità» - Il Centro «prende atto» dello stop alle negoziazioni ed è pronto ad assumersi le sue responsabilità per sviluppare «in tempi brevi» soluzioni percorribili per i settori interessati e una prospettiva per le relazioni bilaterali Svizzera-Ue. Per il partito si tratta di rafforzare di nuovo il partenariato sociale, che è stato «inutilmente destabilizzato» e «bisogna inoltre continuare sulla via bilaterale, ma non a qualsiasi prezzo», Per il Centro, la Svizzera dovrà infatti esaminare quali siano le basi giuridiche che può adattare in maniera autonoma così da ridurre le differenze che sono apparse nel confronto con il diritto europeo. »In questo modo potremo dapprima stabilizzare le relazioni con l'Ue e poi sviluppare la via bilaterale».

Verso un'iniziativa popolare? - Promette invece battaglia il Movimento europeo svizzero che sta valutando il lancio di un'iniziativa popolare per garantire l'integrazione della Svizzera in Europa. «La scelta del Consiglio federale, caduta dopo tanti anni di discussioni e negoziati, pone fine al percorso bilaterale e segna di fatto la rinuncia del Governo al suo obiettivo principale di politica europea», deplora il Movimento. «Tutto questo è inaccettabile. Non accetteremo passivamente l'emarginazione della Svizzera».

Commenti
 
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Eimco104 5 mesi fa su tio
È vero che l'accordo come in discussione non era accettabile e penalizzante. È anche vero che è molto triste la pochezza della nostra classe politica e di tutti gli attori coinvolti, partiti e cantoni in primis che hanno solo saputo dire no (UDC e Lega p.es.) senza proporre altre vie. Piaccia o no, siamo circondati dall'Unione, non facciamo altro che fare brutte figure, nazionalismo ad oltranza e molta arroganza, senza renderci conto che siamo 4 gatt, senza grande forza per rimanere isolati. Mi fanno i piccoli xenofobi cui fa schifo tutto quello che viene dai paesi vicini. Si può essere nazionalist e fieri del prorio paese senza denigrare gli altri e senza svendere. È brutto vedere che non ci sia una visione e un obbietti chiaro da perseguire. il CF ha solo finalmente detto no a cusa delle pressioni interne, ma manca totalmente di statura politica, non esistono più statisti, ma solo poveretti che si lasciano trasportare da pressioni e leoni da tastiera, innumerevoli su questa piattoforma. Sono ticinese, triste nel vedere qunata ignoranza a tutti i livelli mi circonda.
ugo202230 5 mesi fa su tio
Sig. Andrea Schwab, delle sue sparate, vedi CdT di oggi, ce ne facciamo un baffo. Chiaro il messaggio?
ugo202230 5 mesi fa su tio
Movimento europeo svizzero, se il nostro governo, finalmente responsabile ha detto stop, figuratevi la popolazione. La volete capire sì o no che il popolo svizzero non ha nessuna intenzione di accettare qualsivoglia obbligo. Fatevi una domandina semplice, se Regno Unito è uscito, ed altri paesi hanno il mal di pancia a rimanere, per quale motivo noi dobbiamo accettare questi accordi che ci penalizzano. Siamo fieri di essere in un paese dove la democrazia prevale. Se non volete ulteriori umiliazioni dal popolo, gettate la spugna.
Evry 5 mesi fa su tio
@ugo202230 Certo, ma purtroppo ci sono tutti i sinistroidi e compagni verdi che da tempo vogliono vendere la nostra Svizzera, se non sono contenti le frontiere per andarsene sono spalancate, ma a loro piace sfruttare tutto quello che abbiamo costruito noi e i nostri antenati mentre loro, i sinistroidi e vedi fin ora no0n hanno fatto altro che starnazzare ai quattro venti!
Ro 5 mesi fa su tio
Fallimento politico da entrambi le parti. Se dopo 15 anni si è al punto di partenza la cosa è gravissima. Sono troppi i problemi importanti che non si risolvono e a me questo porta a vedere una non politica e tanta irresponsabilità. Ci sono gravi problemi che toccano la stessa sopravvivenza del “ Sapiens “ ancora in alto mare. La vedo così giusto o sbagliato che sia.
marco17 5 mesi fa su tio
L'accordo quadro era improponibile e morto da tempo. Ma il Consiglio federale avrebbe avuto tutto il tempo di prevedere un'alternativa e non ha fatto niente. Evidentemente non c'è niente da aspettarsi da una nullità politica come l'attuale responsabile degli affari esteri. Volenti o nolenti, tutti gli Stati confinanti sono membri dell'UE e non possiamo fare finta di niente e crederci invulnerabili, sfogando le nostre frustrazioni contro l'Europa.
Evry 5 mesi fa su tio
@marco17 Certo, non solo il CF degli affari esteri m,a anche lsa Simonetta e la "Cantina" sono delle Barby e poco di più...
Moga 5 mesi fa su tio
Una vittoria per il popolo svizzero, una volta tanto!
Princi 5 mesi fa su tio
questa sera si brinda con lo champagne !!!!
Melek 5 mesi fa su tio
@Princi Champagne? Guarda che è francese ;-)
marco17 5 mesi fa su tio
@Princi E se opti per il prosecco, quello è italiano.
seo56 5 mesi fa su tio
Bella notizia 👏🏻👏🏻👏🏻
Mat78 5 mesi fa su tio
Sbaglio o mancano le reazioni di 2 partiti di governo? Pure, la quasi totalità delle reazioni presentate (a proposito: economiesuisse non è un partito! Perché viene annoverata nell'articolo insieme ai partiti politici?) sono tutte negative, tranne una, messa in coda...redazione biricchina!
Bibo 5 mesi fa su tio
@Mat78 Quali 2 partiti? che io sappia al Governo (CF) ci sono solo UDC, PS, PLR e PPD (ora Centro) mentre se intendi in Parlamento (assemblea federale) ne mancano almeno 4i. Economiesuisse è l'organizzazione maggiormente toccata dalla questione e dunque è logico che riportino la loro reazione.
Mat78 5 mesi fa su tio
@Mat78 Articolo ora aggiornato con giusta par condicio. Ultimo appunto: il catastrofismo delle dichiarazioni di certi partiti e organizzazioni credo siano ormai controproducenti, certi modi di comunicare, ovvero quelli fanno leva solo sulla paura, non fanno più presa, anzi, sia dall'esterno che dall'interno, questa retorica sta ormai producendo solo reazioni allergiche...
Bibo 5 mesi fa su tio
@Mat78 Ah ok, non avevo visto la prima versione... Per il resto concordo pienamente e giustissimo non cedere alle pressioni e/o ricatti dell'UE, i Rossi se proprio vogliono che emigrino nella loro amata Europa o aspettino di essere in maggioranza in Governo, almeno siamo tranquilli... ;-)
RV50 5 mesi fa su tio
Ogni tanto qualcosa di positivo, almeno su questo trattato non si sono calate le "braghe" e a quei europeisti che sono ancora convinti che UE sia l'unica via da prendere quì da noi c'é libertà di scelta ...prendete i vostri stracci e andate a emigrare nella bella confraternita di pagliacci solo capaci di sprecare tempo in chiacchiere ma fatti pochi.
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