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02.05.21 - 16:240
Aggiornamento : 03.05.21 - 06:38

«Io il più pagato? Ho avuto 4mila franchi di trasferte»

Fiorenzo Dadò racconta il suo impegno da deputato. E cosa c'è dietro ai 31 250 franchi d'indennizzo ricevuti

Per il presidente del PPD «la gente ha diritto di sapere» ma senza stigmatizzazioni: «La politica non si fa per soldi»

BELLINZONA - Ci sono classifiche in cui nessuno vorrebbe essere primo. Fiorenzo Dadò si è trovato questa mattina nella scomoda posizione di deputato più "indennizzato" del Ticino. Il Caffè ha pubblicato la lista dei rimborsi ricevuti dal Parlamento nel 2020 e il presidente del PPD è in testa con 31 250 franchi. 

Un onore che - replica il granconsigliere - non ha nulla di sconveniente, se non il fatto di doversi giustificare con i giornalisti, la domenica pomeriggio. Una domenica trascorsa, precisa Dadò al telefono con tio.ch/20minuti, «a preparare un messaggio per la seduta di domani del Parlamento». 

Dadò, ha visto la classifica?
«Ho visto e non commento»

Dispiaciuto?
«Non direi. Non è certo una classifica della vergogna, ma la classifica del lavoro. Si tratta di dati alla luce del sole, ed è giusto che i cittadini siano informati, come prevede la legge. È chiaro poi che chi lavora di più riceve un indennizzo maggiore». 

Lei ha partecipato a 36 sedute del Granconsiglio su 40. Siede in tre commissioni, e ha preso parte a 72 riunioni su 81.
«Esatto. Ho lavorato molto, ma non punto il dito contro gli altri. Ci sono deputati che hanno avuto problemi di salute, deputate che sono state in maternità. La classifica non ne tiene conto, ed è un peccato. Per quanto mi riguarda, è la prima volta che percepisco così tanto: gli anni scorsi ero sempre sui 24-25mila. E il numero comunque è viziato».

In che senso?
«Include anche i rimborsi per le trasferte, che nel mio caso ammontano a circa 4mila franchi. Se non abitassi a Cevio, ma a Bellinzona, non sarei in cima alla classifica. Il sistema di pubblicazione di questi dati è imperfetto, penalizza i deputati che risiedono nelle Valli. Inoltre, non tiene conto del lavoro extra». 

Ossia?
«Tutto il lavoro che viene fatto nel tempo libero, come la preparazione dei messaggi e dei rapporti, gli appuntamenti non istituzionali ma comunque doverosi. Ad esempio io questa mattina ho presenziato all'inaugurazione del Museo della scultura di Peccia. Come deputato della Valle, la mia presenza era auspicabile, anche se certo non obbligatoria e non rimborsata in alcun modo».

Ecco, ci racconti la sua domenica.
«Alle 9.30 l'inaugurazione. Poi sono tornato a casa, ho pranzato, e mi sono messo a lavorare al messaggio sul Museo di Storia Naturale, che presenterò domani in Gran Consiglio, per convincere i miei colleghi a portare a Locarno questa importante istituzione. Un lavoro che mi prenderà tutto il pomeriggio. Senza contare i rapporti». 

Un lavoro che comunque viene rendicontato al Cantone. 
«Sì ma in che misura? Per il rapporto a cui ho lavorato assieme a Nicola Pini, rendiconteremo 5 ore a testa. In realtà, solo io ne ho impiegate almeno 30. Non mi lamento, la politica è un impegno e una passione, ma se ora si insinua pure che lo facciamo per soldi, allora non ci sto». 

Si tratta comunque di un'entrata, nel suo caso, di 2500 franchi mensili. 
«È tutto tempo tolto alla propria attività lavorativa. A parte che, ripeto, se si togliessero dal conto le trasferte, io non sarei certo il primo in classifica. Ma comunque: un giorno e mezzo alla settimana lo dedico solo alle commissioni, sono a Bellinzona tutti i lunedì mattina e i martedì tutto il giorno. A questo vanno aggiunte le 40 sedute annuali e il lavoro da casa. Direi che è più che giustificato».

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