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La Clinica Santa Chiara, Locarno.
LOCARNO
22.04.21 - 07:160

Santa Chiara, blocchi e licenziamenti «da evitare»

Dopo i tagli agli apprendisti, Raoul Ghisletta interpella il governo a cui chiede conferme in tempi brevi

LOCARNO - Il Covid impatta anche sulla formazione dei giovani. E non lo fa solo imponendo la chiusura delle scuole. È di pochi giorni fa la notizia che la Clinica Santa Chiara ha deciso di sospendere l'assunzione di una parte degli apprendisti - 10 su 13 - che le erano stati assegnati, a causa dei ritardi nei rimborsi attesi dal Cantone per l'adeguamento della struttura a reparto Covid. Una impasse che anche la politica ora tenta di sbrogliare.

Se per gli apprendisti il consigliere di Stato Manuele Bertoli, direttore del DECS, ha confermato - non risparmiando critiche ai vertici della clinica locarnese, il cui atteggiamento è stato definito «ricattatorio e vergognoso» - che si stanno già cercando possibili soluzioni alternative, la situazione sarebbe preoccupante anche per alcuni impiegati, i cui posti di lavoro sarebbero a rischio. Un "quadro" che ha fatto scattare un'interpellanza al Governo firmata dal deputato socialista Raoul Ghisletta.

Per poter andare avanti nel 2021 - si legge nell'atto parlamentare - la direzione della Clinica «chiede che almeno i costi del personale e del materiale sanitario impiegato per i reparti Covid vengano corrisposti subito dal Cantone», dai quali vanno dedotti gli anticipi di liquidità - per 430'000 franchi - già percepiti, che però «vanno confermati per poter essere registrati quali introiti». Un punto questo che il deputato socialista inserisce in cima alle sue domande, chiedendo al Cantone una conferma «in tempi brevi».

«Il Cantone è stato informato nel 2020 del fatto che la Clinica, in assenza del pagamento di almeno il 50% dei costi Covid, si sarebbe ritrovata in condizioni che ne avrebbero potenzialmente richiesto il deposito di bilancio?», chiede Ghisletta, che auspica inoltre che l'esecutivo e la direzione della Santa Chiara possano dialogare e trovare una soluzione nell'ambito del contratto quadro 2017-2020, poi prorogato al 2021. E anche su questo aspetto Ghisletta insiste, chiedendo al Governo di confermare se «nel 2021 sono stati introdotti a carico della Clinica nuovi oneri, che l’hanno indotta a non sottoscriverlo e che hanno sortito l’effetto di fermare i versamenti delle mensilità cantonali alla Clinica».

Le domande dell'interpellanza

  1. È disponibile a confermare in tempi brevi che gli anticipi di liquidità di 430'000 Fr per il 2020 sono definitivi, in modo che possano essere contabilizzati dalla Clinica come ricavi?
  2. È disponibile a riconoscere in tempi brevi i costi del personale (ca. 960'000 Fr) e del materiale sanitario (ca. 520'000 Fr) -dedotti gli anticipi di liquidità di 430'000 Fr- sopportati dalla Clinica nella presa a carico di pazienti Covid nel 2020, in modo che possano essere contabilizzati dalla SA come ricavi?
  3. Il Cantone è stato informato nel 2020 del fatto che la Clinica, in assenza del pagamento di almeno il 50% dei costi Covid, si sarebbe ritrovata in condizioni che ne avrebbero potenzialmente richiesto il deposito di bilancio?
  4. Ricordando che il contratto quadro 2017-2020 per gli ospedali sulla lista è stato prorogato al 2021, risulta corretto che nel 2021 sono stati introdotti a carico della Clinica nuovi oneri, che l’hanno indotta a non sottoscriverlo e che hanno sortito l’effetto di fermare i versamenti delle mensilità cantonali alla Clinica? Intende promuovere la ricerca di una soluzione, che non metta in pericolo l’esistenza della Clinica?
Commenti
 
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Mamy 9 mesi fa su tio
tato 50 si spieghi
vulpus 9 mesi fa su tio
È vero che il tutto sia frutto di una manovra partita da lontano contro la S.Chiara per indurla a cambiare attività o a chiudere? Non è una novità l'antagonismo degli anni scorsi tra i due nosocomi.
Ro 9 mesi fa su tio
Non sappiamo più quali sono le priorità? Invece di riasfaltare le strade perché rumorose, eh sì, rumorose, ma per via delle auto con marmitte illegali ad esempio, si aiutano le cliniche visto che siamo in piena pandemia e la luce in fondo al tunnel non si sa dove sia. Mah ! Pochi mesi fa si è preferito fare la rotonda a Monte Carasso che una strada provvisoria in uscita dal locarnese. La mia ignoranza mi dice che non sappiamo più quale siano le priorità nel canton Ticino e mi spiace. Alla prossima ? Speriamo di no !
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