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SVIZZERA / CANTONE
14.04.21 - 14:090

Test “fai da te” dei frontalieri: «Non a carico degli svizzeri»

Con una mozione, Lorenzo Quadri chiede che la spesa venga dedotta dai ristorni delle imposte alla fonte

BERNA - Lorenzo Quadri ha presentato una mozione al Consiglio federale in cui chiede di stabilire che i costi dei test “fai da te” ritirati dai frontalieri in Svizzera vadano messi a carico dei rispettivi paesi di provenienza. Per fare ciò, chiede di autorizzare/incaricare i Cantoni a recuperare la totalità della spesa sostenuta dall’ente pubblico deducendola dai ristorni delle imposte alla fonte dei frontalieri, che vengono versati nell’ambito delle rispettive Convenzioni con i paesi di provenienza (per il Ticino, quella del 1974).

«La Lega è quindi indubbiamente favorevole ai tamponi a tappeto ed è la prima a riconoscerne l’importanza - si legge nel testo della mozione -. Ma se testare è importante, è tuttavia altrettanto importante che i costi dei test ricadano sui soggetti giusti. Non è sostenibile che il contribuente elvetico sia sempre tenuto a pagare per tutti».

Facendo due conti, un test costa 12 franchi. Per cinque test al mese, fanno 60 franchi al mese. Moltiplicando per 70'115 frontalieri, si arriva a un totale di 4'206'900 franchi al mese solo in Ticino. In Svizzera i frontalieri sono invece circa 345mila: la potenziale spesa mensile ammonta quindi a 20,7 milioni di franchi.

«È palese che questo importante costo non può semplicemente essere accollato ai cittadini svizzeri. A maggior ragione in tempi di crisi finanziaria», conclude il deputato leghista.

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