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LUGANO
18.03.21 - 16:130

Il PS attacca: «Questa è una provocazione»

I socialisti chiedono l'intervento del Consiglio di Stato: «No all’escalation dello scontro in funzione elettoralistica»

di Redazione

LUGANO - A pochi minuti dall'annuncio del Municipio di voler sgomberare l'ex Macello, arriva la presa di posizione del Partito socialista, che deplora la volonta delle autorità comunali di voler disdire la convenzione del 2002 relativa all’utilizzazione dell’ex Macello di Lugano da parte dell’autogestione, convenzione che - ricordiamo - è stata firmata da Consiglio di Stato, Comune di Lugano e Centro Sociale Autogestito il Molino - CSOA.
«Il preavviso di 20 giorni per lasciare l’immobile è una provocazione» commenta il PS, il quale fa notare che la decisione del Municipio di Lugano potrà essere impugnata da un ricorso. «Ricorso che avrà anche qualche possibilità di riuscita, visto che la Città ha necessità di tornare in possesso dell’immobile dato in utilizzo al Centro Sociale Autogestito solamente e al più presto tra 2 anni».

Per il PS la conseguenza della decisione odierna sarà quella dell'aumento «dell’escalation dello scontro tra Lega e CSOA: ad essere la vittima di questo scontro è innanzi tutto la collettività, che ne uscirà destabilizzata. La decisione va inoltre a colpire specificatamente centinaia e centinaia di giovani e di persone, che hanno frequentato e frequenteranno le attività culturali e sociali dell’autogestione all’ex Macello».

Il PS si appella dunque al Consiglio di Stato, come firmatario della convenzione, «a dar prova di dinamismo nella vertenza e a designare al più presto una mediatrice o mediatore autorevole per condurre le parti in litigio a più miti consigli e per avviare un dialogo nell’interesse della collettività luganese e ticinese».

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