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27.11.20 - 06:300
Aggiornamento : 07:37

Aprile non è poi così lontano, ma che fare con le elezioni?

La situazione sanitaria potrebbe non essere molto diversa da quella della scorsa primavera.

Il sindaco di Vernate: «Un altro rinvio è fuori discussione». Quello di Massagno: «Valutiamo bene, e in fretta, prima di decidere». La Sezione enti locali: «Stiamo lavorando per una soluzione ottimale».

BELLINZONA - Il mese di aprile è ancora lontano, ma nemmeno troppo. L'emergenza coronavirus aveva comportato il rinvio di 12 mesi delle elezioni comunali, ma l’attuale situazione sanitaria rischia di mettere in discussione anche la nuova data (18 aprile 2021).

«Rimandare ancora è fuori discussione» - Per la Conferenza dei Sindaci del Malcantone un ulteriore posticipo della chiamata alle urne è però fuori discussione. Rimandare per una seconda volta il diritto di voto «toglierebbe alla popolazione lo strumento più importante a favore della democrazia», oltre a non concedere l’opportunità di essere eletti a tutti quei cittadini che vorrebbero mettersi in gioco per la collettività. «È sufficiente adottare alcune modifiche comportamentali, evitando di pararsi dietro tematiche irrazionali», aggiunge il presidente e sindaco di Vernate Giovanni Cossi. 

«Valutiamo bene prima di fare un'altra frittata» - Non la pensano così altri sindaci ticinesi, fra cui quello di Massagno. «Non dico che le elezioni vanno necessariamente rinviate», chiarisce Giovanni Bruschetti, «ma occorre fare tutte le valutazioni del caso e ponderare bene la decisione. Anche perché la situazione sanitaria non sarà molto diversa da quella attuale, in cui a mio avviso non ci sarebbero le condizioni ottimali». E bisogna agire in maniera «tempestiva e urgente, entro quest'anno al massimo», per evitare di arrivare a decidere in febbraio e di «fare di nuovo una frittata». A preoccupare Bruschetti non sono tanto le modalità tecniche e amministrative di voto, ma piuttosto quelle di coinvolgimento e d'informazione. Proprio in nome della democrazia. Ecco perché per il sindaco di Massagno un rinvio al mese di settembre non sarebbe così sconveniente.

Saranno in ogni caso elezioni diverse - Mercoledì prossimo (2 dicembre) è prevista una seduta della Piattaforma di dialogo Cantone-Comuni. «La trattanda non è all'ordine del giorno, ma evidentemente tra gli eventuali ci sarà modo di affrontarla», spiega il caposezione degli enti locali Marzio Della Santa. La posizione del Cantone al momento è comunque quella di tenere le elezioni come previsto. Proprio in questo senso si sta lavorando, tenendo conto del contesto, per arrivare a una soluzione «che sia non solo funzionale ai sensi dell'esercizio elettorale, ma anche sicura». Ad esempio, si promuoverà il voto per corrispondenza e le operazioni di spoglio verranno rese più sicure. «Questo potrebbe comportare anche qualche ritardo nella presentazione dei risultati», aggiunge Della Santa.

Per quanto riguarda le varie campagne elettorali, si farà di tutto - con suggerimenti e delle piattaforme dedicate - affinché ognuno possa si possa fare una propria opinione riguardo alle liste e alle idee che promuovono. Una richiesta in tal senso è già giunta al Governo tramite una mozione presentata da Più Donne

Commenti
 
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vulpus 1 anno fa su tio
Appare nuovamente evidente che l'operazione rinvio eseguita in aprile 2020, non era finalizzata alla questione pandemia, ma ben altro. Ci sono gruppi e partiti politici che hanno perso simpatizzanti e ora con queste manovre vorrebbe nuovamente tenere la mano sulla leva del comando. È stato come il teatrino delle marionette in aprile. Ci auguriamo vivamente di non più assistere a una manipolazione della democrazia.
Hardy 1 anno fa su tio
In assenza di regole e giri di vite il popolo è anarchico, fa quello che gli pare, e proprio per questo le istituzioni dovrebbero essere le prime a invitare alla prudenza, e invece la città di Lugano per tirar su qualche franco dall'affitto delle bancarelle organizza in grande stile il mercatino e gli eventi natalizi, dove gli assembramenti saranno inevitabili. Per l'ennesima volta - vedi anche discorso mezzi pubblici - per la politica la salute della gente non conta nulla. Poi dopo apriti cielo se gli idolatrati medici e infermieri sono disperati. Mi spiace ma ci siamo scoperti un'autentica repubblica delle banane, noi come l'intero occidente. Gli asiatici di cui fino a ieri ridevamo perché portano la mascherina tutto l'anno si sono dati da fare e stanno cogliendo i frutti, noi abbiamo governi totalmente impreparati e una popolazione abituata troppo bene, che alle prime regole grida alla dittatura.
pillola rossa 1 anno fa su tio
@Hardy Gli asiatici sono repressi e hanno il più alto tasso di suicidi dei giovani entro i vent'anni. Cosa vuoi che sia in confronto a questo terribile virus che miete vittime tra gli over ottanta?
pillola rossa 1 anno fa su tio
Piazza pulita
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