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La Gioventù Socialista Ticino ha deciso di sostenere le due iniziative popolari sottoposte a votazione il prossimo 29 novembre.
CANTONE
11.10.20 - 21:130

Due sì dalla Gioventù Socialista per il 29 novembre

Le iniziative «permettono di tematizzare le responsabilità della Svizzera nella violazione dei diritti umani»

BELLINZONA - La sezione ticinese della Gioventù Socialista raccomanda di votare SÌ all’Iniziativa per multinazionali responsabili e all’Iniziativa contro i commerci bellici, in programma il prossimo 29 novembre.

Il sostegno è arrivato all'unanimità, spiega la Giso Ticino in un comunicato stampa. «Si tratta di due iniziative che evidenziano il ruolo che la Svizzera svolge, in quanto piazza finanziaria e sede d'importanti multinazionali, in situazioni di violazioni dei diritti umani, inquinamenti ambientali e conflitti internazionali su piccola o grande scala. Fino a oggi, anche a causa di forti interessi particolari, purtroppo si sono chiusi gli occhi di fronte a queste responsabilità, ma ora, malgrado una potente ed evidente attività lobbistica sempre in atto sulla classe politica e sull’opinione pubblica, c’è la possibilità di cambiare!».

Queste le argomentazioni a sostegno del voto favorevole: «Tutti sanno che multinazionali come Glencore, Syngenta e LafargeHolcim privilegiano in modo sconsiderato i dividendi dei propri azionisti e il profitto dei propri manager rispetto ai diritti umani e ambientali. L’iniziativa per multinazionali responsabili, sostenuta da più di 180 organizzazioni in rappresentanza della società civile chiede semplicemente una cosa che dovrebbe essere ovvia. Se violano i diritti umani o distruggono l’ambiente, le imprese senza scrupoli devono rispondere delle loro azioni alla giustizia svizzera, secondo il principio fondamentale dello Stato di diritto della responsabilità civile: “chi causa un danno, deve risponderne”!».

L’Iniziativa contro i commerci bellici, da parte sua, vuole evitare che la Banca nazionale, le Casse pensioni e le fondazioni investano in imprese che realizzano oltre il 5% del loro giro d’affari con la produzione di materiale bellico. «La piazza finanziaria svizzera investe ogni anno diversi miliardi provenienti da tutto il mondo nell’esportazione di materiale di guerra. Questo commercio di armi distruttive e mortali erode il principio di neutralità della Svizzera e la credibilità stessa del Paese nella ricerca di soluzioni pacifiche dei conflitti. Il divieto di finanziamento proposto dall’Iniziativa vuole essere un ostacolo concreto contro i conflitti armati e un contributo alla costruzione di un mondo più pacifico e alla lotta contro una delle cause che spingono milioni di persone alla disperazione e alla fuga dai loro Paesi».

L'invito finale è di votare a favore di due iniziative «all’insegna della solidarietà internazionale e di una società globale più pacifica e attenta ai bisogni delle persone e dell’ambiente».

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