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BELLINZONA
31.08.20 - 09:280

Undici domande sul crollo di Daro

I Verdi tornano alla carica sulla problematica di concedere licenze edilizie in collina.

Già nel 2014, gli ecologisti avevano denunciato la pericolosità di questo modo di agire: «Un appello che visto quello che è successo in via ai Ronchi sembra essere caduto nel vuoto».

BELLINZONA - Il crollo di un muro di sostegno in un cantiere situato in via ai Ronchi a Daro ha fatto tornare d'attualità una problematica che i Verdi del Ticino avevano già portato all'attenzione del Municipio di Bellinzona sei anni fa. Ovvero quella di concedere licenze edilizie in collina, dove le strade e la morfologia del terreno non è adeguato a uno sfruttamento intenso. «Un appello - precisano i Consiglieri comunali Marco Noi e Ronnie David - che visto quello che è successo sembra essere caduto nel vuoto».

Nella loro interpellanza, Marco Noi e Ronnie David ricordano poi come, negli ultimi anni, i Verdi abbiano denunciato «la politica sregolata del Municipio, il quale per poter corrispondere all’immaginario di grandezza e sviluppo dipinto con la campagna aggregativa, ha spinto sull’acceleratore dell’edificazione pubblica e privata, facendosi però scappare di mano in diverse occasioni la gestione normativa, operativa e finanziaria dei progetti».

Il cedimento del muro di sostegno della strada soprastante a un cantiere in una zona molto scoscesa - continuano i consiglieri comunali - sembra essere «un ulteriore esempio di questa pericolosa linea politica tenuta dal Municipio».

L'avvertimento del 2014 - Già nel 2014, in occasione della discussione sul credito di quasi tre milioni per il risanamento di Via Malmera, poco sotto a Via dei Ronchi, i Verdi avevano messo in guardia da «questa politica di urbanizzazione sregolata e non sostenibile, in atto anche in quella zona collinare».  Un «segnale politico» - lanciato in particolar modo dal consigliere comunale Paolo Bernasconi - che sembra proprio non essere stato raccolto dall’attuale Municipio. «Una riflessione approfondita è oggi ancora più rilevante - non solo in funzione della qualità del servizio, ma anche per questioni di sicurezza pubblica - alla luce della maggiore consapevolezza di quanto i cambiamenti climatici possano portare a eventi estremi con dissesti idro-geologici», concludono Noi e David nel loro esposto.

Di seguito le undici domande indirizzate al Municipio di Bellinzona:

1. Il muro di sostegno della strada ceduto e quello più grande accanto a nord (fortunatamente intatto), soprastanti il cantiere in corso, sono opere realizzate dal Comune oppure dai privati?

2. Perché è stata costruita quest’opera muraria? È stata costruita in relazione al cantiere sottostante attualmente in corso o era preesistente?

3. Nel caso il muro di sostegno sia stato realizzato o modificato dai privati in relazione al cantiere in costruzione, non ritiene il Municipio alquanto imprudente, se non addirittura scorretto, affidare ai privati le opere di fortificazione di una strada comunale?

4. Non ritiene il Municipio che sia il Comune a dover realizzare e mettere a disposizione della cittadinanza opere stradali idonee e sicure?

5. L’opera muraria di fortificazione della strada è stata collaudata e dichiarata idonea e sicura dalle Autorità comunali? Se sì, da chi è stato effettuato il collaudo?

6. Nei giorni successivi al crollo, sono state evacuate abitazioni circostanti per ragioni di sicurezza?

7. Il Municipio non ritiene imprudente la concessione di una licenza edilizia su un terreno così scosceso, la cui stabilità era in precedenza garantita da un bosco?

8. Alla licenza edilizia del cantiere in corso sono stati assegnati trapassi di indici di sfruttamento per aumentarne la SUL?

9. In che modo le prospettive di eventi idro-geologici estremi sempre più frequenti viene tenuta in considerazione nella pianificazione anche dei comparti collinari?

10. È vero che pochi anni fa quel tratto di strada era già stato chiuso perché in un terreno soprastante si era prodotto una frattura da scoscendimento del terreno?

11. Non ritiene il Municipio giunto il momento di sospendere la concessione di licenze edilizie in attesa di analisi idro-geologiche approfondite in un comparto tanto sensibile e in attesa dei risultati del masterplan?

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