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05.04.20 - 16:090

Crisi Covid-19: «Il Parlamento indaghi sulle decisioni del Governo»

L’MPS chiede che, se necessario, venga anche istituita una commissione parlamentare d’inchiesta.

«Bisogna verificare se erano possibili e auspicabili altre scelte che avrebbero avuto un impatto diverso sullo sviluppo dell’epidemia».

BELLINZONA - Un «colpevole ritardo». «Errori, incertezze, indecisioni». E ancora «un modo di procedere reattivo e non preventivo». È con queste parole che il gruppo MPS-POP-Indipendenti descrive il modo di agire del Consiglio di Stato durante l’emergenza coronavirus. E lo fa in una lettera indirizzata al presidente del Gran Consiglio, Claudio Franscella.

Matteo Pronzini, Simona Arigoni e Angelica Lepori ripercorrono alcune delle tappe della crisi Covid-19. Un «film» che, alla fine, «ha portato a emanare alcuni divieti importanti». Dall’enorme afflusso di persone al Rabadan alla risottata a Lugano. Poi è arrivato il divieto alle manifestazioni e il derby a porte chiuse. Il 6 marzo il Governo limitava le visite alle case per anziani (nonostante due contagi a Chiasso) e «solo tre giorni dopo ne decideva il divieto». Infine: «Non diverso e sotto gli occhi di tutti è quanto successo sulla chiusura delle scuole».

Per l’MPS il Consiglio di Stato «ha poi cercato di correre ai ripari con misure più incisive», fino allo stop delle attività dal 16 marzo al 19 aprile.

«Tutti questi elementi avrebbero dovuto spingere, perlomeno, a una discussione, su modi e forme con quali venivano assunte queste decisioni». Considerato, però, che «praticamente tutti i partiti» nella seduta del Gran Consiglio del 9 marzo «hanno rifiutato una discussione generale», ora il gruppo chiede che «il Parlamento indaghi, se necessario anche con la costituzione di una commissione parlamentare d’inchiesta».

In particolare, l’intenzione è di «verificare (avendo magari accesso ai resoconti del gruppo di esperti, così come alle prese di posizione – pubbliche e non – di altri esperti) se erano possibili, auspicati e auspicabili altre decisioni che avrebbero verosimilmente avuto un impatto diverso sulla sviluppo dell’epidemia».

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