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BELLINZONA
09.10.19 - 16:520

Il PLR contro l’MPS: «Conflitti d’interesse solo per i partiti di governo?»

Fabio Käppeli solleva dubbi in merito al finanziamento del volume “Qui erano tutti ferrovieri" di Angelica Lepori, Maël Dif-Pradalier, Agnese Strozzega

BELLINZONA - «Ovviamente il conflitto di interessi vale sempre e solo per i “partiti di governo”». Non è per niente velata la critica che Fabio Käppeli, a nome del gruppo PLR in consiglio comunale, indirizza al Movimento per il socialismo (MPS). 

Con un’interrogazione, il PLR si rivolge al Municipio di Bellinzona per capire se abbia sostenuto lo "studio" sullo sciopero del 2008 alle officine FFS di Bellinzona. Si parla del volume, edizioni Casagrande, “Qui erano tutti ferrovieri. Lo sciopero dell’Officina FFS di Bellinzona nel 2008. Studio sul vissuto e sulle percezioni dei protagonisti” di Angelica Lepori, Maël Dif-Pradalier, Agnese Strozzega, presentato il 26 settembre. Ne vengono messi in dubbio il metodo, la conduzione, il contenuto e il risultato finale.

Per il PLR «era già di per sé discutibile sostenere finanziariamente uno studio rivolto al passato invece di focalizzarsi al 100% sulle prospettive delle Officine». Ma i dubbi principali vengono indirizzati «sull’opportunità del ruolo ricoperto dalla Consigliera comunale MPS Angelica Lepori Sergi (moglie del coordinatore dell'MPS) in quel progetto».

Käppeli pone l’accento sull’attività politica di Lepori-Sergi (già dal 2017 Consigliera comunale per l’MPS e prima anche candidata al Municipio) e «le sue posizioni molto critiche in merito a tutto quanto ci sia di istituzionale nel nostro Paese». Angelica Lepori Sergi, laureata in storia delle dottrine politiche, dalle pagine del sito della SUPSI «risulta essere addirittura la responsabile per il progetto “Lo sciopero del 2008 alle Officine FFS di Bellinzona”».

Definendolo uno «studio politicamente schierato», al Municipio viene chiesto:

1. Corrisponde al vero che la Città di Bellinzona avrebbe sostenuto finanziariamente il summenzionato “studio”?
2. Se sì, in che misura la Città ha partecipato ai costi e come è stata coperta la parte restante?
3. Chi ha avuto l’idea di tale “studio”? Che ruolo ha avuto il Comitato “Giù le mani dalle Officine”?
4. Quale era lo scopo dello “studio”? A quale quesito era necessario dare una risposta e quali indicazioni erano state date in questo senso?
5. Il Municipio era a conoscenza che lo “studio” sarebbe stato redatto, rispettivamente era in esecuzione sotto la responsabilità della signora Angelica Lepori Sergi?
 Se sì, come si è posto in merito il Municipio?
 Se no, almeno da quando la stessa è scesa attivamente in campo nella politica attiva comunale (candidatura al Municipio ed elezione nel Consiglio comunale per l’MPS), non sarebbe stata un’informazione rilevante da dover conoscere, rispettivamente da comunicare da parte di chi si stava occupando del progetto?
6. Come valuta il Municipio il fatto che lo “studio” sarebbe stato eseguito da un’esponente schierata ed attiva dell’MPS?
7. Come valuta il Municipio la metodologia e il contenuto dello “studio” infine pubblicato?
8. Vi sono state delle prese di posizione intermedie da parte del Municipio? Se sì, di quale tenore e con quale risultato?

Commenti
 
marco17 1 sett fa su tio
Tipico esempio d'interpellanza fuori luogo. Il signor Käppeli avrebbe almeno dovuto leggere la ricerca in questione e dimostrare che è ideologicamente schierata. Il fatto che vi abbia preso parte una docente deputata di un partito d'opposizione non basta a squalificarne il lavoro scientifico. Tranne nelle dittature e nei regimi totalitari. Il conflitto d'interessi non c'entra niente e dimostra l'ignoranza dell'interpellante. Ci sarebbe stato conflitto d'interessi nel caso in cui chi ha beneficiato del contributo municipale avesse anche partecipato alla decisione di concedere tale contributo. Il che non è manifestamente il caso.
Lilly Formina 1 sett fa su tio
@marco17 Le figuracce di un politico alle prime armi. Che si lascia scappare qualcosa di grosso, la predisposizione ad argomentare sulla base del puro pregiudizio, che rivela incapacità di analisi. Divertente vedere una simile mina vagante nel campo PLR.
klich69 1 sett fa su tio
plr meglio che il tale luratti si prepari alla batosta così impara a dare epiteti ai leghisti, dovrebbe vergognarsi a fare alleanze con il ppd avversario secolare. Pagliacci.
miba 1 sett fa su tio
Non entro nel merito di questo asilo per adulti ma che proprio il PLR (alias Per Leccata Ricevuta) parli di conflitti d'interesse è semplicemente ridicolo....
albertolupo 1 sett fa su tio
Giusto per ricordare un po' il ruolo del Municipio di Bellinzona (o di alcuni suoi esponenti) nella faccenda: l'allora sindaco Brenno Martignoni fu tra i primi a precipitarsi alle Officine, con tanto di bandiera, per manifestare la sua solidarietà con gli scioperanti. Tale ruolo mi sembra di poter dire che è stato pienamente assunto anche dal suo successore Mario Branda. Possiamo supporre che questo sostegno sia stato dato a nome del Municipio? Salvo sbandare un po' sulla questione dello spostamento delle Officine a Castione (la storia ci dirà poi se sarà stato un autogol o una difesa dei posti di lavoro…), sembra corretto affermare che il Municipio di Bellinzona è sempre stato un sostenitore degli operai delle officine, per cui un eventuale sostegno alla pubblicazione incriminata potrebbe anche passare sotto il segno della coerenza, no?
Mattiatr 1 sett fa su tio
@albertolupo La città di Bellinzona sta prendendo batoste da tutte le direzioni. Difatti mi pare ovvio che nel comune mancano fabbriche e imprese, cioè coloro che riempiono le casse cittadine. Durante il tentativo di arraffarsi un po' di abbassare un po' le imposte ai cittadini, rendendo attrattivo il comune, si sono negati alla fusione le prede più appetibili, Castione-Arbedo, S.Antonino e Cadenazzo. Mi pare normale che il municipio e il consiglio comunale abbiano puntato a preservare la presenza delle FFS, una delle maggiori aziende Svizzere, puntando sugli impieghi e sulla storia delle ferrovie nel Bellinzonese. I dirigenti hanno fatto bene a fuggire, un comune socialista di norma non è buona cosa per il settore secondario.
albertolupo 1 sett fa su tio
La questione, posta in termini politici-partitici magari ci sta, ma visibilmente Käppeli non ha nessuna idea di cosa significhi "conflitto d'interessi". Qualcuno degli autori ha forse mai avuto un qualche minimo ruolo decisionale nell'eventuale concessione di finanziamenti allo studio e/o stampa del libro?
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