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CANTONE
06.09.19 - 13:350

«È l'ora di un piano di riconversione per il personale dell’Aeroporto»

Così l'Mps sul caso Lugano Airport. La sua proposta? Un reinserimento dei dipendenti coinvolti dai possibili licenziamenti

LUGANO - «L’aeroporto di Lugano non ha più la possibilità di volare con le sue ali». È lapidario l'MpS parlando del futuro dello scalo luganese. Il colpo di grazia - secondo i deputato del Movimento per il Socialistmo è stato dato con l’annuncio che nel corso dei prossimi anni anche Swiss abbandonerà lo scalo.

Da qui la preoccupazoine per le persone direttamente coinvolte: i dipendenti. «L’unica cosa che rimane da fare, invece di sprecare almeno 50 milioni di franchi di soldi pubblici - sottoliena l'MpS in una mozione - è occuparsi immediatamente del personale dell’Aeroporto. È solo in questo modo che si eviteranno speculazioni sul personale LASA da parte di una piccola cerchia di ricchi privati che vogliono continuare farsi pagare un servizio dal 99% dei contribuenti di questo cantone. Ed è solo in questo modo che si potrà chiudere in maniera degna la questione dell’aeroporto di Lugano, salvaguardando gli interessi delle maestranze e con un impatto finanziario nettamente inferiore rispetto alle proposte deliranti sostenute da Cantone e Città di Lugano».

Secondo lo studio dell’Università di Sangallo, i dipendenti LASA sarebbero 77 unità (pari a 67,60 posti equivalenti tempo pieno), secondo i dati del 2017. La ripartizione è la seguente:

- 13 collaboratori presso l’unità Direzione e Amministrazione
- 19 collaboratori presso l’unità Sicurezza (pompieri)
- 22 collaboratori presso l’unità Rampa
- 23 collaboratori presso l’unità Handling (linea e aviazione generale)

Da qui la seguente proposta:

1. Interpellare, in base alle figure professionali recensite oggi presenti in LASA, le Divisioni e i Dicasteri per valutare tutte le possibilità concrete di ricollocamento del personale dell’Aeroporto, tenendo conto dei nuovi posti di lavoro che si creeranno all’interno dei sui servizi (calcolando in particolari i posti lasciati liberi dal personale cantonale che partirà in pensione o in prepensionamento). Il risultato di questo lavoro dovrà confluire in un rapporto scritto all’indirizzo del Parlamento.

2. Interpellare tutti i Comuni del cantone chiedendo di fornire per iscritto le disponibilità future per l’assunzione di personale LASA, secondo quanto riportato al punto 1.

3. Contattare tutti i Corpi di vigili del fuoco che impiegano pompieri professionisti chiedendo quanti di questi andranno in pensione nei prossimi due anni e se esiste l’intenzione di aumentare il loro effettivi. 

4. Prendere contatto con tutte le società cantonale e comunali a partecipazione pubblica cantonale (trasporti, turismo, produzione di energia, ecc.) affinché diano la loro disponibilità ad assumere del personale LASA nei prossimi due anni. 

5. Aprire delle discussioni con le ex-regie federali (FFS SA, La Posta, Swisscom) al fine di stabilire la disponibilità di queste società ad assumere parte dell’attuale personale LASA.

6. La stessa procedura dovrà essere avviata nei confronti della Confederazione e degli aeroporti ubicati in Svizzera (in primis Zurigo, Ginevra, Basilea). 

7. Elaborare una serie di misure concrete di sostegno finanziario alle società, aziende pubbliche e para-pubbliche che dovessero assumere a tempo indeterminato del personale LASA. In particolare la garanzia dello stesso stipendio degli ex-impiegati LASA che venissero assunti dalle entità citate più sopra. Naturalmente questo onere dovrebbe essere ripartito tra i principali azionisti di LASA, ossia il Cantone e il Comune di Lugano.

8. Elaborare per il personale LASA con 58 anni compiuti l’alternativa di una rendita ponte transitoria che garantisca un salario equivalente a quello attuale fino all’età di pensionamento (65 anni per gli uomini, 64 anni per le donne).

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