Tipress (archivio)
I Verdi chiedono a Cantone e Comune di elaborare una strategia ordinata di uscita dallo scalo luganese.
LUGANO
05.09.19 - 16:450

Aeroporto, l’assegno del Cantone è indigesto ai Verdi

Il partito si schiera contro l’iniezione di soldi pubblici annunciata dal Consiglio di Stato e chiede il ritiro dei messaggi: «Siamo pronti al referendum»

BELLINZONA - La nuova iniezione di denaro pubblico a favore dell’aeroporto di Lugano, annunciata ieri dal Consiglio di Stato, non è andata giù ai Verdi del Ticino che hanno espresso oggi la propria contrarietà dicendosi pronti a partecipare al lancio di un referendum.

«In piena emergenza climatica questi investimenti vanno a sovvenzionare massicciamente il settore trasporti che per chilometro percorso più di ogni altro è responsabile delle emissioni di gas a effetto serra. Questo in barba alle richieste dei giovani durante gli scioperi per il clima», si legge in un comunicato diffuso questo pomeriggio. La scelta, incalzano i Verdi, «dimostra ancora una volta che in Ticino non si prende seriamente in considerazione la minaccia dei mutamenti climatici causati dall’uomo».

Nel complesso, il Governo ha annunciato ieri un credito d’investimento per la ricapitalizzazione di Lugano Airport, crediti per la copertura delle perdite previste e crediti annuali fino al 2024 per un ammontare di 6 milioni di franchi.

Ora, il partito chiede al Cantone e al Comune di Lugano di ritirare i rispettivi messaggi e di elaborare una strategia ordinata di uscita dallo scalo luganese. «Se ostinatamente il Gran Consiglio e il Consiglio Comunale di Lugano voteranno i rispettivi crediti I Verdi del Ticino e i Verdi di Lugano sono pronti a partecipare al lancio di un referendum sia a livello cantonale che comunale».

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