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CANTONE
22.05.19 - 16:430

«Il caso Kering faccia scuola, servono condizioni quadro»

Il PLRT commenta la decisione del gruppo di ridurre la propria presenza in Ticino: «Ogni impresa è libera di scegliere dove insediarsi, sta al Cantone rendere il Ticino attrattivo»

CAMORINO - La decisione del gruppo Kering di ridurre del 50% la propria presenza in Ticino nei prossimi 3 anni «mette nuovamente il Ticino di fronte all’evidenza che ogni impresa è libera di decidere autonomamente dove svolgere le proprie attività. Siano esse gestionali, produttive o logistiche». È questo, per il PLRT, l'insegnamento da trarre dalla vicenda che vede coinvolti la maison del lusso da una parte, il Cantone dall'altra e, nel mezzo, i dipendenti che verranno toccati dalla riorganizzazione.

Per il PLRT si tratta dell'ennesima conferma che l’unica possibilità di azione come Cantone è quella di favorire le migliori condizioni quadro possibili per il mantenimento e l’insediamento di nuove aziende virtuose nel nostro Cantone: «Aziende che creino posti di lavoro e indotto fiscale nel pieno rispetto delle regole», si legge nel comunicato stampa, nel quale si ricorda come le spese cantonale «debbano essere in un qualche modo finanziate…».

Oltre alla tranquillità istituzionale della Svizzera, per i liberali-radicali è quindi necessario fare leva su aspetti come il livello della fiscalità, l’offerta di attività di ricerca e sviluppo e le buone vie di collegamento (per la mobilità delle persone, delle merci o dei dati). Ma non solo, «a non giovare è anche l’atteggiamento di una certa politica che si rallegra quando le aziende chiudono», viene evidenziato.

In conclusione, il PLRT invita a non «demonizzare» un intero settore, ma a sostenere chi paga le imposte e crea posti di lavoro, nel pieno rispetto delle regole del mercato ticinese: «Piccole e medie imprese, ma anche grandi gruppi che creano substrato fiscale a favore di tutti noi»

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