I due giornalisti francesi furono rapiti il 20 agosto 2004 a Najaf dall'Esercito islamico in Iraq, che chiedeva alla Francia l'annullamento della legge che vietava di indossare simboli religiosi evidenti nelle scuole pubbliche. Dopo 124 giorni di prigionia, Chesnot e Malbrunot vennero liberati il 21 dicembre.
CANTONE
13.05.19 - 13:260

Soldi dal Qatar per un centro islamico a Lugano, scatta l’interrogazione

Tiziano Galeazzi e cofirmatari si rivolgono al Consiglio di Stato affinché l’argomento venga trattato con «trasparenza» e si «rafforzi la prevenzione»

BELLINZONA - Tre versamenti. 1,7 milioni di franchi in totale. Soldi che sarebbero arrivati in Ticino dal Qatar. Destinatario: la Comunità islamica del Ticino. Sono le rivelazioni contenute nel libro “Qatar Papers”, pubblicato recentemente in Francia.

Rivelazioni che fanno sorgere domande e preoccupazioni, soprattutto considerando che il Qatar «è risaputamente molto vicino al movimento dei Fratelli Musulmani».

Dal libro di Christian Chesnot e Georges Malbrunot emergerebbe la volontà della Qatar Charity (associazione non governativa fondata nel 1992) di controllare e finanziare in Europa gruppi islamisti. E tra questi un centro islamico a Lugano.

La trasparenza dei finanziamenti proveniente da Paesi islamici destinati in Europa e in Svizzera alla costruzione e alla gestione di moschee e centri islamici era già stata sollevata in passato dalla Lega dei Ticinesi (Lorenzo Quadri al Nazionale e Boris Bignasca al Cantone).

Ora è Tiziano Galeazzi (UDC) - insieme a Piero Marchesi, Roberta Soldati, Daniele Pinoja, Edo Pellegrini (UDC), Leila Guscio e Massimiliano Robbiani (Lega dei ticinesi) - a rivolgersi al Consiglio di Stato con un’interrogazione, richiamando i principi di «trasparenza e non violazione delle normative svizzere» che «non consentono accertamenti particolari» sui finanziamenti.

Al Governo viene chiesto se può confermare che i fondatori della Comunità islamica erano membri del movimento fondamentalista Fratelli Musulmani e che essa è tuttora gestita da questo movimento. Ma anche «in che modo il Consiglio di Stato monitorizza e previene per evitare che ideologie radicali insegnate nei centri specifici si espandano e si scontrino con le nostre leggi e la nostra Costituzione».

Dall’Esecutivo i deputati vogliono inoltre sapere se sia a conoscenza di altri finanziamenti - e a quanto ammontano - provenienti in passato dal Qatar o da altri Paesi esteri e destinati alla Comunità islamica del Ticino o ad altre associazioni islamiche operanti nel Ticino.

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