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BELLINZONA
02.05.19 - 13:010

“Giù le mani”: «Esito non scontato se avessero votato gli operai»

Il Municipio risponde all’interrogazione di Käppeli, Ambrosini, Guscio e Züger in merito ai fondi utilizzati per il finanziamento del “sì” il 19 maggio

BELLINZONA - L’associazione “Giù le mani dall’Officina” ha deciso di stanziare per la campagna 120’000 franchi provenienti dalle donazioni fatte al comitato di sciopero nel 2008.

Uno stanziamento di fondi che ha fatto nascere polemiche e un’interpellanza, poi diventata interrogazione, presentata da Fabio Käppeli (PLR) e i capigruppo in Consiglio comunale Ivan Ambrosini (PPD), Lelia Guscio (Lega) e Renato Züger (PS).

E la posizione del Municipio, nella risposta, appare chiara: «Evidentemente e logicamente nessuno aveva versato dei contributi pensando che quel denaro venisse utilizzato 10 anni dopo per un altro scopo e addirittura suscettibile di mettere a rischio i posti di lavoro».

Nel 2008 il comitato aveva raccolto 1,38 milioni di franchi. Avevano donato i Comuni che oggi compongono la “nuova Bellinzona”, le AMB, partiti, enti, associazioni. «Si presume - scrive l’Esecutivo cittadino - che nelle intenzioni di chi aveva versato dei contributi il denaro doveva servire per sostenere la lotta degli operai, principalmente per garantire alle maestranze il salario anche durante lo sciopero, e secondariamente per finanziare le azioni organizzate in quel frangente».

L’Esecutivo cittadino ribadisce inoltre di «avere preso nota che l’assemblea degli operai delle Officine si è divisa in due sull’iniziativa» e che «207 su 370 operai ha scritto una lettera al CEO delle FFS Meyer indicando il proprio sostegno al progetto di Castione». In base a questo, «è presumibile - aggiunge come ultima stoccata - che se la proposta di stanziamento di 120’000 franchi a favore della campagna, anziché dall’associazione, fosse stata votata dall’assemblea degli operai, l’esito non sarebbe stato scontato».

La Città, a firma del sindaco Mario Branda e del segretario Philippe Bernasconi, ribadisce il proprio appoggio al nuovo stabilimento industriale a Castione, definendo la soluzione dell’iniziativa “Giù le mani” «una soluzione impraticabile tecnicamente e fragile giuridicamente».

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Commenti
 
Nmemo 1 mese fa su tio
Ve lo immaginate lo Stato del canton Ticino mettersi a fare l’imprenditore nel campo ferroviario? Il tutto su un progetto SUPSI che non si sa a quale titolo riponga “lunga esperienza” di tecnologia ferroviaria! Ma quale cittadino potrebbe sostenere siffatta iniziativa? Qualcosa stavolta, infine è deragliata.
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