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CANTONETecnologia 5G: «Non rischiamo di rimanere isolati dal mondo?»

01.03.19 - 11:50
Boris Bignasca e Amanda Rückert chiedono che vengano previste nel diritto cantonale le disposizioni necessarie alla posa di una rete idonea alla diffusione del 5G in tempi brevi
Ti Press (archivio)
Tecnologia 5G: «Non rischiamo di rimanere isolati dal mondo?»
Boris Bignasca e Amanda Rückert chiedono che vengano previste nel diritto cantonale le disposizioni necessarie alla posa di una rete idonea alla diffusione del 5G in tempi brevi

BELLINZONA - Il mese scorso, la Commissione federale delle comunicazioni (ComCom) ha attribuito le concessioni per le nuove frequenze agli operatori di comunicazione mobile per l’introduzione del 5G che sarà funzionante nel corso del 2020 in Svizzera.

In Ticino, per ora, non sembra siano stati sviluppati dei progetti pilota per testarne le possibilità di sviluppo e i limiti dovuti alla morfologia del territorio potrebbero creare dei problemi agli operatori. Boris Bignasca e Amanda Rückert, a tal proposito, hanno quindi deciso di presentare una mozione alla segreteria del Gran Consiglio. Questo perché «si rischia che Europa, Stati Uniti, Cina e anche l’Africa siano tecnologicamente più avanzate del nostro Cantone».

In virtù degli sforzi finanziari effettuati dal Cantone e dal contribuente per una mobilità pulita, per uno sviluppo tecnologico intelligente, per la realizzazione di smart city e non da ultimo per lo sviluppo territoriale, i due deputati leghisti si domandano se la strategia perseguita per raggiungere gli obiettivi sia quella che più corrisponde alle aspettative del cittadino e dell’economia. «Proseguire nella situazione attuale significa isolare il cantone dal resto del mondo ed in ogni caso dal mercato globale».

Con il loro atto parlamentare, Bignasca e Rückert chiede quindi che vengano previste nel diritto cantonale le disposizioni necessarie alla posa di una rete idonea alla diffusione del 5G in tempi brevi.

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