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14.02.19 - 16:490

Frontalieri e ristorni, la Lega: «Sconcertati ma non sorpresi»

Il movimento di via Monte Boglia reagisce alla posizione del Consiglio federale e punta il dito su Cassis: «Dichiarazioni per reggere bordone al suo partito»

LUGANO - «Sconcertati ma non sorpresi». Non si è fatta attendere la reazione della Lega dei Ticinesi a quanto affermato dal Consiglio federale che, rispondendo ad un’interpellanza di Lorenzo Quadri, ha spiegato che difficilmente il Governo potrebbe appoggiare il Consiglio di Stato ticinese qualora quest’ultimo decidesse di bloccare il versamento dei ristorni alla luce della mancata firma dell’accordo sull’imposizione dei frontalieri.

Nella sua risposta, Berna ha inoltre sottolineato di voler «privilegiare la via del dialogo con l’Italia». Una via dimostratasi «ampiamente fallimentare» che «condanna la Svizzera a venire presa in giro in eterno dalla vicina Repubblica ed il Ticino a continuare a farsi carico, da solo, dei costi esorbitanti», scrivono da via Monte Boglia, invitando l’Esecutivo cantonale a «prendere in mano la situazione e decidere» per il blocco, già nel corso della sua prossima seduta.

Cassis nel mirino - Le ultime parole sono invece “dedicate” ad Ignazio Cassis e al PLR. Il ministro liberale radicale, che di recente ha espresso una certa irritazione nei confronti del continuo temporeggiamento dell’Italia in merito alla firma dell’accordo, «avrebbe dovuto opporsi ad una presa di posizione dal tenore tanto rinunciatario».

Secondo la Lega, le «dichiarazioni bellicose» nei confronti dell’Italia da parte di Cassis sarebbero servite unicamente a «reggere bordone al suo partito cantonale che ha pensato di fotocopiare le posizioni della Lega» durante il periodo elettorale.

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