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CANTONE
06.02.19 - 12:310

«A quale altro funzionario vennero segnalati gli abusi?»

Fiorenzo Dadò e Boris Bignasca inviano un'altra interpellanza al Governo sul caso degli abusi all'interno dell'Amministrazione cantonale

BELLINZONA - Il caso degli abusi all'interno dell'Amministrazione cantonale assume i contorni di un domino. Con le tessere che - dopo la condanna affibbiata la scorsa settimana all'ex operatore sociale - stanno cadendo una dopo l'altra. Il polverone ha investito anche l'ex capo ufficio dell'Aiuto e della protezione Ivan Pau-Lessi che negli scorsi giorni avrebbe inviato delle lettere all’Ufficio Presidenziale del Gran Consiglio e al Consiglio di Stato per comunicare la propria autosospensione dal Consiglio della Magistratura. 

Una scelta «tardiva ma doverosa» secondo Fiorenzo Dadò e Boris Bignasca che sull'increscioso caso hanno inviato un'interpellanza bis al Governo. «Questa decisione è la diretta conseguenza - scrivono i due deputati - dei fatti gravissimi di abusi e di omertà avvenuti nei primi anni 2000 all’interno del DSS, ossia all’epoca in cui Pau-Lessi era dirigente dell’Ufficio implicato, e venuti alla luce non grazie alla segnalazione dei funzionari ma unicamente grazie alla coraggiosa e sofferta denuncia da parte delle vittime, che hanno portato la scorsa settimana a pronunciare parole durissime e persino porgere le pubbliche scuse da parte dello Stato, nella persona del giudice Marco Villa, durante la pronuncia della sentenza».

Ed è proprio dal processo che si è potuto apprendere che nel 2005 almeno una ragazza abusata « aveva chiesto aiuto a un alto funzionario, il quale non ha preso provvedimenti affinché l’imputato non potesse più ripetere certi comportamenti». Ed è proprio questo agire «omertoso» che non va giù a Dadò e Boris Bignasca.  «L’Amministrazione pubblica si è purtroppo già macchiata in modo indelebile; è quindi giunto il momento di fare l’immediata e massima chiarezza da parte di tutti, in primis Governo e Gran Consiglio».

I due deputati - in aggiunta alle precedenti interpellanze - ora vogliono il nome del funzionaio che - da fonti affidabili - sembrerebbe che Pau-Lessi abbia menzionato nella sua lettera. «A lui furono riferite le “pratiche sconce” e le segnalazioni di abusi dell’ex operatore sociale condannato». Per questo motivo Dadò e Bignasca vogliono sapere «quali siano i contenuti di questa missiva» e soprattutto quale sia il nome del «funzionario (se presente nella lettera) al quale avrebbe riferito a suo tempo della segnalazione di abusi». I due deputati vogliono inoltre sapere la funzione svolta all'epoca e se esso sia ancora attivo nell'Amministrazione pubblica».

Di seguito altre 4 domande presenti nell'interpellanza "bis":

- Pau-Lessi, fa riferimento alle segnalazioni di una sola ragazza o a più segnalazioni di differenti ragazze? Se si, quante? È a conoscenza il Consiglio di Stato se vi furono all’epoca segnalazioni di abusi o di molestie da parte nei confronti di funzionari a stretto contatto con l’ex operatore sociale condannato? Sono state fatte delle verifiche?

- Pau-Lessi e questo anonimo funzionario, all’epoca dei fatti, avevano doverosamente segnalato gli abusi all’allora funzionario superiore e al Consiglio di Stato?

 - Se non lo fecero, come pensa di agire il Consiglio di Stato nei confronti di funzionari ancora in carica o ex funzionari nominati dallo stesso in commissioni e altri enti, in virtù dell’articolo della LORD che obbliga TUTTI i dipendenti che, nell’esercizio delle loro funzioni, hanno notizia di un reato di azione pubblica, a farne immediato rapporto al Consiglio di Stato o al Ministero pubblico?

 - Se segnalazione ci fu e l’agire dei funzionari fu corretto, come mai, in virtù di quanto recita il medesimo articolo della LORD, il Consiglio di Stato in carica all’epoca e l’allora dirigenza del DSS non trasmise immediatamente la segnalazione al Ministero pubblico? In tutti questo tempo trascorso dall’arresto alla condanna dell’ex operatore sociale, sono stati fatti degli accertamenti?

 

Commenti
 
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pillola rossa 1 anno fa su tio
Il narcisista “COVERT” gioca abilmente la carta vittima, più e più volte, per impedire che gli altri si accorgano della sua incapacità di entrare in empatia, riuscendo a abilmente a manipolare le vittime e a convincere gli altri della sua buona fede.
WGWG 1 anno fa su tio
Uno schifo ! punto
vulpus 1 anno fa su tio
I socialisti hanno aiutato a insabbiare ARGO, ora gli altri ricompenseranno sulla storiaccia degli abusi ai collaboratori. Non siamo soltanto sul fondo, ma già oltre,
marco17 1 anno fa su tio
L'interrogazione è un segno dello scadimento del livello del dibattito politico in Ticino. I due fanno finta di porre domande al Consiglio di Stato ma in realtà si sono già dati le risposte. O sanno come stanno le cose e allora è inutile porre domande, o non lo sanno e allora avrebbero fatto meglio a tacere aspettando i risultati dell'inchiesta ordinata dal Consiglio di Stato. Soltanto demagogia e non desiderio di conoscere la verità.
seo56 1 anno fa su tio
.... a un qualche compagno???
Loki 1 anno fa su tio
Omertà, della serie nascondiamo tutto: errori, giochetti vari, assunzioni strampalate fino a fattacci come questo. Il governo sembra funzionare così? Da quel che sento e mi raccontano... Il problema è che, mi dicono, succedono fatti in tutti i dipartimenti. Fosse vero sarebbe un peccato visto che tutta è “cosa pubblica”!
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