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La presentazione del nuovo quartiere di Cadro.
LUGANO
26.11.18 - 09:360

«La Banca EFG specula sull'ex Centro sportivo BSI con la benedizione del Municipio?»

Il Partito socialista e i Verdi chiedono lumi sul concorso per l'utlizzo dell'area inserita come zona edificabile speciale: «Nella giuria ci sono pure due membri nominati dall'esecutivo»

LUGANO - «La Banca EFG fa speculazione immobiliare all’ex Centro sportivo BSI con la benedizione e con la collaborazione del Municipio di Lugano?». È la domanda principale di un'interrogazione che otto consiglieri comunali di Lugano (PS e Verdi)* hanno indirizzato all'esecutivo, dopo aver visitato la mostra sui progetti proposti per un nuovo piano di quartiere nell’area dell’ex Centro sportivo di Cadro.

«Dal profilo pianificatorio - specificano i consiglieri comunali - l'area, acquistata a basso prezzo dalla BSI ad un contadino anni fa, è inserita nel Piano Regolatore di Cadro come zona edificabile speciale, destinata esclusivamente ad insediamenti e strutture per attività di tempo libero e sport». 

La Banca EFG, però, ha in mente di utilizzare l'area in maniera totalmente differente: «Vorrebbe infatti rasformarla in una zona residenziale con grandi palazzi, di pregio architettonico più o meno elevato a seconda dei progetti che hanno partecipato al concorso privato indetto».

Nel mandato di studio in parallelo, "Proposte per un nuovo piano di quartiere nell’area dell’ex-centro sportivo BSI di Cadro” - precisa l'interrogazione - si parla anche di inserire abitazioni per persone anziane autosufficienti. «Ovviamente EFG ha diritto di indire dei concorsi. Il guaio è che nella giuria del concorso (collegio di esperti) siedono anche due membri nominati dal Municipio di Lugano: Angelo Jelmini e l’architetto Marco Hubeli, direttore della Divisione pianificazione ambiente e mobilità della Città di Lugano».

Incongruenze che preoccupano gli otto consiglieri comunali: «Non capiamo bene perché il Municipio di Lugano abbia benedetto questa operazione, che porterà a far guadagnare parecchio una banca grazie ad una speculazione immobiliare notevole, visto il prezzo d’acquisto del terreno». Ma non solo: «Non capiamo neppure perché il Municipio si sia prestato ad un coinvolgimento dal profilo pianificatorio (ventilando anche alti indici per l’edificazione del quartiere), poiché la realizzazione di un nuovo importante insediamento abitativo primario a Cadro significa rafforzare lo sviluppo centrifugo, anziché quello centripeto».

Precisati questi punti, i consiglieri comunali inviano ben 14 domande al Municipio, richiedendo maggior chiarezza.

1. Com’è inserita l’area del nuovo quartiere nel PR? Quanti m2 sono? Ci sono altre parcelle viciniore al mappale 590 che vengono considerate dalla EFG per l’edificazione del nuovo quartiere a Cadro?

2 .Quando e con che obiettivo il Municipio ha nominato quali suoi rappresentanti nella giuria del concorso (collegio di esperti del “Mandato di studio in parallelo – Proposte per un nuovo piano di quartiere nell’area dell’ex-centro sportivo BSI di Cadro”) l’on. Angelo Jelmini e l’arch. Marco Hubeli, direttore della Divisione pianificazione ambiente e mobilità della Città di Lugano?

3 . Quando e con che modalità il Municipio ha dato “un primo parere positivo” al nuovo quartiere in questione (v. comunicato stampa del 14.11.2018 intitolato “Lo studio Lands Architecture è stato selezionato quale miglior progetto per la riqualifica dell’area dell’ex centro sportivo BSI a Cadro, ora di proprietà di EFG International”)?

4. Quando e con che modalità il Municipio di Lugano ha deciso di emanare il parere finale riportato a pag. 37 del “Mandato di studio in parallelo– Proposte per un nuovo piano di quartiere nell’area dell’ex-centro sportivo BSI di Cadro”?

5. Come si concilia l’agire del Municipio con le indicazioni dell’Ufficio federale dello sviluppo territoriale, che pone come uno degli obiettivi centrali lo sviluppo centripeto degli insediamenti (ossia uno sfruttamento più intensivo delle superfici d’insediamento esistenti, tutelando la migliore qualità insediativa possible) e non quello centrifugo (urban sprawl) come in questo caso?

6. Come si concilia l’agire del Municipio con le modifiche della legge cantonale sullo sviluppo territoriale in vigore dal 2014, in particolare con l’art. 1, cpv. 2 lett. a, c, d?

Le citate norme di legge indicano come obiettivi:

a) promuovere un uso misurato del suolo ed uno sviluppo sostenibile;

c) individuare soluzioni coordinate che integrino insediamenti, mobilità e ambiente;

d) preservare lo spazio non costruito per l’agricoltura e lo svago.

7. Come si concilia l’agire del Municipio con il principio del Piano direttore cantonale, che stabilisce come le zone edificabili non possano essere ampliate (Scheda R6 - Sviluppo e contenibilità del PR, punto 2.1), salvo per validi motivi?

8. Quale variante di PR intende proporre il Municipio?

9. Chi ha deciso durante lo svolgimento del concorso che si poteva alzare l’indice di edificabilità nel nuovo quartiere?

10. Quale indice di edificabilità il Municipio intende proporre nella variante di PR?

11. Quanti abitanti potrebbero essere insediati nel nuovo quartiere in caso di realizzazione della variante di PR?

12. Perché il Municipio non ha perlomeno posto come condizione per il concorso sul nuovo quartiere di mantenere a favore dell’uso pubblico una parte delle attrezzature sportive esistenti?

13. Quanto è stato il prezzo d’acquisto del terreno da parte della BSI e in che anno è avvenuto?

14. L’aumento del valore dell’area in questione, che deriverebbe dalla modifica del PR, sarebbe soggetto a contributo secondo gli art. 93 e sgg. della legge cantonale sullo sviluppo territoriale? Quanto riceverebbero i beneficiari (Comune e Cantone)?

* I firmatari: Raoul Ghisletta, Nicola Schönenberger, Danilo Baratti, Antonio Bassi, Simona Buri, Tessa Prati, Nina Pusterla, Carlo Zoppi

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