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CANTONE
14.10.18 - 14:440
Aggiornamento : 19:15

Moda e Fashion Valley nel mirino di Pronzini

Il deputato MPS interroga il Governo: «È ora di fare chiarezza su queste leggende metropolitane e sul futuro economico del Cantone»

BELLINZONA - La Fashion Valley entra nel mirino di Matteo Pronzini. Il deputato dell'MPS, infatti, ha deciso di interrogare il Governo su un settore, quello della moda, assai nebuloso. «È ora di fare chiarezza su queste leggende metropolitane e sul futuro economico del Cantone», sottolinea Pronzini. 

«È uno dei quattro settori su cui il Consiglio di Stato intende puntare per lo sviluppo futuro del Ticino. Salvo che di questo settore - continua il deputato nel testo della sua interrogazione - si sa molto poco e le cifre che vengono citate nei media cambiano spesso. Il segreto fiscale, sempre invocato dal cantone quando vengono poste domande puntuali, permette ad associazioni e singole persone di avanzare dati che non possono essere provati. Le autorità, dal canto loro, sembrano non essere in grado di fornire cifre attendibili indipendenti. Questo favorisce l‘insorgere di una sorta di “leggende metropolitane” che si diffondo sempre più senza sapere in realtà se si basano su fatti accertati».

In seguito Pronzini cita numeri abbastanza contrastanti in questo settore: «Si parla di 4'500, 6'000 e addirittura 10'000 addetti. Nello studio del Bak Basel commissionato dal cantone e in quello del prof. Baranzini e colleghi (studio autonomo e indipendente, ma presentato con una conferenza stampa a Palazzo delle Orsoline il 23 ottobre 2015 alla presenza del consigliere di Stato Christian Vitta e di Stefano Rizzi, Direttore della Divisione dell’economia) si parla di circa 4'000 posti di lavoro. In un commento pubblicato da Il Caffè del 14 ottobre 2018, l’onorevole Vitta parla ora di ben 700 aziende e 9'000 posti di lavoro».

Viste queste - e altre - incongruenze Pronzini ha deciso di interrogare il Governo. Ecco le sue "chilometriche" domande al Consiglio di Stato:

1. Quanti sono i posti di lavoro offerti dal settore e in quale ambito? Rispondendo all’interrogazione 50.18, il Consiglio di Stato specifica che gli addetti nella fabbricazione di tessili e abbigliamento erano 2'614 nel 2014 (in calo del 6,1% rispetto al 2012). Nel 2015 (cifre provvisorie) c’erano 351 addetti (295 ETP) nel Commercio all’ingrosso di prodotti tessili, 1'780 (1621 ETP) in quello dell’abbigliamento e di calzature e 300 (248 ETP) nel design industriale in generale, senza però specificare quanti lavorano nel settore moda. Queste cifre sono ancora attuali? Quali altri posti di lavoro offre il settore? Quanti sono i residenti attivi nel settore Moda?

 2. Quante sono le imprese attive in questo settore e in quale ambito?  Rispondendo all’interrogazione 19.16, il Consiglio di Stato precisa che nel 2013 nei settori “Industrie tessili e confezione di articoli d’abbigliamento” erano attive 120 aziende e che in quello del “commercio di capi d’abbigliamento e logistica” altre 191 imprese, per un totale di 311 aziende. Sono ancora attuali queste cifre? I quali altri ambiti sono classificate le aziende del settore moda?

 3. Sulle pagine del Caffè del 14 ottobre 2018, l’on Vitta afferma “conta in Ticino indicativamente 700 aziende che impiegano oltre 9’000 persone “. Da dove provengono queste cifre? A che anno si riferiscono? Può il Consiglio di Stato specificare quante aziende quanti addetti in base alla nomenclatura delle attività economiche NOGA2008?

4. Nelle studio del Bak Basel si afferma che «il Ticino possiede tutti i presupposti per la creazione di un cluster nell'industria della moda» cioè «un’agglomerazione geografica di imprese interconnesse, fornitori specializzati, imprese di servizi, imprese in settori collegati e organizzazioni associate che operano tutti in un particolare campo, e caratterizzata dalla contemporanea presenza di competizione e cooperazione tra imprese». Quali sono attualmente le interazioni dei grandi gruppi internazionali della Moda con le altre imprese presenti sul territorio?

5. Quali sono le attività di ricerca e sviluppo dei grandi gruppi internazionali della Moda in Ticino? Questi gruppi collaborano con l’Università della Svizzera italiana (USI) e la Scuola Professionale Universitaria della Svizzera italiana (SUPSI) e in quali ambiti? 

6. Con quali motivazioni è stata scartata la candidatura ticinese di un polo delle Moda e della Logistica per il Parco nazionale dell’innovazione? 

7. Secondo il Centro di competenze tributariemolte società a statuto speciale sono “attive nel settore della moda” e “oggi pagano un’imposta (federale, cantonale e comunale) con un’aliquota compresa tra l’8 e il 10% circa”. Essendo l’aliquota dell’imposta federale diretta sull’utile (IFD) dell’8% circa (effettiva), significa che queste imprese pagano solo l’IFD? In quale percentuale contribuisce il settore Moda all’introito fiscale del canton Ticino? 

8. L’Ufficio cantonale di statistica pubblica regolarmente una statistica dell’Imposta cantonale delle persone giuridiche divisa per rami di attività. Non si tratta quindi di un segreto fiscale. Dove vengono classificate le imprese del settore Moda? In Altre attività?

9. Nella presentazione della Giornata ““La tassazione nella fashion Valley ticinese “, organizzata dal Centro di competenze tributarie della Supsi il 3 maggio 2018 si precisa: «In Ticino sono attive circa 1’500 società a statuto speciale che generano un indotto di circa il 20% del gettito fiscale delle personegiuridiche. Molte di queste sono appunto attive nel settore della moda, il quale conta 24 marchi, di cui grandi nomi come Hugo Boss, Guess o,ancora, Philipp Plein, che hanno conosciuto una crescita importante nell’ultimo decennio. Per questi gruppi internazionali, che dispongono di diverse strutture in tutto il mondo, gioca un ruolo essenziale la politica dei prezzi di trasferimento infragruppo che, secondo le regole dell’OCSE, devono essere applicati secondo il valore dei prezzi di mercato. È, quindi, interessante comprendere come viene attribuito l’utile in Ticino e quali sono le politiche societarie per determinare il transfer pricing. Ci si chiede, inoltre, se con il progetto BEPS (Base Erosion and Profit Shifting) cambierà qualcosa a livello di transfer pricing per questi gruppi internazionali e quali saranno, di riflesso, le conseguenze per il Cantone». Avevamo chiesto in una precedente interrogazione (74.18) se funzionari cantonali hanno partecipato a questa giornata. Il Consiglio di Stato ha risposto che nessun funzionario cantonale era fra gli oratori, ma non ha precisato se hanno assistito. Riproponiamo quindi la domanda: funzionari cantonali hanno assistito alla Giornata sulla tassazione delle fashion valley ticinese?

La ‘Fashion Valley’ è arrivata alla fine?
Commenti
 
nordico 9 mesi fa su tio
Caro Pronzini, in Ticino 1500 aziende a statuto speciale pagano il 20% del gettito fiscale delle persone giuridiche. Vi sono altresì almeno dieci volte tante persone che non soltanto non pagano un centesimo di tasse, ma addirittura vengono sovvenzionate dallo stato. Mentre i nullatenenti non partirebbero mai da un paese che li tratta e foraggia alquanto bene, le società redditizie sono pronte a cambiare la loro sede se dovessero trovare molte persone come Lei che vanno a ficcare il naso nel loro modo di operare. Si ricordi che non solo pagano le tasse qui da noi, ma danno lavoro a molti impiegati e a molte ditte locali. Se dovessero trasferirsi a Zugo o in qualche isola compiacente per noi la cosa potrebbe diventare imbarazzante. Von Thyssen insegna. Ma non solo. Anche a Montecarlo qualcuno ne sa qualcosa.
pulp 9 mesi fa su tio
@nordico Oggi c'era un piccolo trafiletto sul CDT che parlava di Ginevra e del fatto che l'imposta sulla sostanza aumentata, ha portato ad un deflusso di molti grossi (fra i più grossi) contribuenti. Un dato su tutti - a Ginevra, l'1% dei contribuenti paga il 70% delle tasse. Pronzini ovviamente sarebbe sulle barricate... perché pagano troppo poco..... miiiiii 'sti comunisti...... roba da matt.
Zico 9 mesi fa su tio
fino ad oggi l'unica cosa che ha cambiato Pronzini è il forfait sui telefonini del governo. circa 1500 fr. al mese. si attendono altre interrogazioni ...
siska 9 mesi fa su tio
Pronziniiiiiii! Stiamo aspettando che apri il dossier sui premi di cassa malati e le varie liste......se no qui caro pronzini cominci a "puzzare" anche tu e i tuoi. Guarda che aspetto sempre solitamente al varco.
miba 9 mesi fa su tio
La differenza abissale tra un sindacalista come Pronzini ed un imprenditore è che il primo ha il sedere al caldo, il (generalmente buon) salario assicurato a fine mese mentre il secondo deve rischiare/investire e far quadrare i conti della propria baracca ed eventualmente per tutto questo trarne anche eventualmente un profitto. Se un imprenditore non ha più le premesse/condizioni per far ciò (indipendentemente dal settore in cui opera) è evidente e scontato che cercherà/applicherà correttivi. Caro Pronzini, alias uomo dalle 1000 interrogazioni e domande, ma dalle proposte, idee, progetti CONCRETI pari o meno di zero, non aprire sempre la bocca senza accertarti di avere almeno una parte delle idee chiare, un po' di onestà e soprattutto coerenza. I Ticinesi dapprima hanno trovato le domande/interrogazioni (in parte) pertinenti ma ora hanno cominciato a stufarsi perché ci vogliono proposte, idee, progetti, soluzioni CONCRETI. Il bla bla va bene fino ad un certo punto ma quando questo diventa palesemente una chiara strategia politica atta ad ottenere consensi dai creduloni e dai boccaloni decisamente subentra una rottura di marroni impressionante, spesso inconcludente. Per attaccare bisogna SEMPRE accertarsi di non avere le munizioni bagnate altrimenti queste prima o poi scoppiano per le mani....
Mattiatr 9 mesi fa su tio
@miba Ma, sono basito! Come osi! Pensarla proprio come me? WOW :-D Ovviamente sto show da vecchietta al bar che sparla degli altri puzza già da qualche mese, non ho ancora visto nulla di concreto da parte sua. Da quando è apparso con le interrogazioni la mia vita non è affatto cambiata, eppure pare essere il nuovo eroe. La domanda che dovremmo farci prima di votarlo a occhi chiusi perché salvatore dei ticinesi è: Il critico è buono sono a criticare o se gli dai la padella è all'altezza dei requisiti che richiede ai cuochi? Io trovo che sia facilissimo denunciare quello che non va, ma un gesto mica male da parte sua sarebbe portare delle soluzioni oltre alle denunce. Vabbé vedremo cosa farà l'anno prossimo se verrà eletto in esecutivo.
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