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BELLINZONA
09.10.18 - 08:520

Il servizio mensa resta nel mirino

Scattano due nuove interpellanze di Angelica Lepori e Monica Soldini. Riflettori puntati sul contributo annuale al centro Polo Sud e sull'opuscolo distribuito ai genitori

BELLINZONA - Si arricchisce di due nuovi capitoli la discussione attorno al servizio mensa per le scuole comunali di Bellinzona. Angelica Lepori e Monica Soldini, già firmatarie nelle scorse settimane di due interpellanze, ne hanno presentate altre due sollecitando nuovamente l’Esecutivo della capitale sulla questione.

«Soldi ben spesi?» - La prima riguarda esplicitamente il servizio offerto dal centro Polo Sud e al contributo di circa 100mila franchi che questo riceve annualmente dal comune. «È lecito chiedersi, soprattutto a fronte di alcune questioni già sollevate e relative alle condizioni di lavoro del personale e alla qualità del servizio, se questi soldi siano effettivamente ben spesi», scrivono le due consigliere comunali del gruppo MPS-Indipendenti-POP, chiedendo al Municipio di fare chiarezza su «quali mansioni e quali incarichi siano affidati al personale stagista all’interno delle strutture del Polo Sud e se queste corrispondono a quanto previsto dalle raccomandazioni cantonali».

Nel mirino di Lepori e Soldini non è finito però solo il servizio mensa ma anche le modalità di pubblicità utilizzate del centro. Cartelloni e offerte ritenuti «fuori luogo» per un servizio «sussidiato dal comune e strapagato dalle famiglie». «I soldi che il comune dà all’associazione servono per pagare anche questo?», chiedono all’Esecutivo, invitandolo inoltre a «ripensare alle modalità di gestione e organizzazione» del servizio mensa.

«Affermazioni fuori luogo» - La seconda interpellanza riguarda invece alcune frasi che appaiono nell’opuscolo distribuito ai genitori delle scuole dell’infanzia ed elementare. Al capitolo servizi/mense si legge: «Come principio fondamentale va rilevata l’importanza che ogni bambino possa di regola rientrare a casa a pranzo così da ritrovare i propri affetti. Il servizio della mensa si prefigge di offrire un contributo ai genitori che, per importanti motivi, non hanno la possibilità di accogliere i propri figli».

Affermazioni definite «fuori luogo», «poco attuali» e «poco aderenti al contesto attuale», che tendono a «colpevolizzare le donne che lavorano» e a «sottovalutare il ruolo educativo e di socializzazione, che hanno i servizi sociali scolastici e parascolastici», scrivono le due consigliere comunali chiedendo al Municipio di prendere posizione in merito.

Le domande delle interpellanze:

Polo Sud: un servizio per le famiglie o un interdiscount?

  1. È a conoscenza di quali mansioni e quali incarichi siano affidati al personale stagista all’interno delle strutture del Polo Sud e se queste corrispondono a quanto previsto dalle raccomandazioni cantonali sugli stages redatte dall’Ufficio cantonale del lavoro?
  2. È al corrente di come avviene effettivamente la refezione alla mensa del Polo sud e se questa rispetta le norme previste dalla refezione scolastica?
  3. Non trova il Municipio fuori luogo questo tipo di pubblicità (che assomiglia molto a quello dei supermercati e dei grandi magazzini) per un servizio, sussidiato dal comune e strapagato dalle famiglie?
  4. I soldi che il comune dà all’associazione servono per pagare anche questo tipo di pubblicità?
  5. Cosa pensa il Municipio di questa modalità pubblicitarie, adottate da un servizio lautamente finanziato dalla città e al quale, per una discutibile scelta di fatto di esternalizzazione, le famiglie di Bellinzona devono fare riferimento?
  6. Alla luce di quanto emerso non ritiene il Municipio necessario ripensare alla modalità di gestione e organizzazione del servizio mensa e doposcuola per le famiglie del centro città?

Le mamme che lavorano negano l’affetto ai figli? 

  1. Non ritiene fuori luogo, e anche poco attuale, l’affermazione alla quale abbiamo fatto riferimento contenuta nell’opuscolo per i genitori?
  2. Cosa intende fare per evitare che simili affermazioni continuino ad apparire sul materiale ufficiale del comune veicolando una cultura antiquata e irrispettosa dei bisogni delle famiglie e delle donne?
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