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LUGANO
25.09.18 - 08:340
Aggiornamento : 09:58

Gestione degli uffici: «Ci sono sprechi?»

Un’interrogazione firmata dal gruppo UDC e da Stefano Gilardi chiede lumi in merito al mobilio utilizzato nelle postazioni di lavoro dell’amministrazione comunale

LUGANO - Prendere in considerazione anche le spese, amministrative e di gestione, più banali in ossequio alla strada del rigore finanziario perseguita dalla città di Lugano. Può essere riassunto con queste parole il concetto alla base dell’interrogazione inoltrata questa mattina all’Esecutivo luganese da Tiziano Galeazzi (capogruppo UDC), Raide Bassi (UDC), Alain Bühler (UDC) e Stefano Gilardi (Lega dei Ticinesi).

Spese che devono essere prese in considerazione «non solo dal Municipio, ma anche dal personale alle dipendenze della città», sottolineano gli interroganti, intenzionati a far chiarezza su possibili «sprechi evitabili» in materia di gestione degli uffici.

«Durante gli ultimi due anni quanti uffici sono stati spostati nell’intera amministrazione comunale?», chiedono in primis i quattro consiglieri comunali, ponendo in particolare la lente sull’utilizzo (e il riutilizzo) del mobilio esistente.

Inoltre, qualora parte dell’arredo degli uffici fosse stato acquistato ex novo, gli interroganti chiedono al Municipio di elencare i relativi costi nonché le aziende fornitrici, e la loro provenienza, e di giustificare la necessità delle spese effettuate.

Le domande rivolte al Municipio

  1. Durante gli ultimi due anni quanti uffici sono stati spostati nell’intera amministrazione comunale?
  2. Quante postazioni di lavoro (personale) sono state spostate? (ultimi due anni, anno per anno)
  3. Il mobilio esistente è stato utilizzato dai subentranti? Se no, che utilizzo ne è stato fatto? ( venduto a terzi o mandato al macero)
  4. E’ stato acquistato mobilio nuovo oppure ex novo per i “nuovi uffici”? A quali costi? (elencare gli ultimi due anni per Dicastero e per la sua totalità come amministrazione comunale)
  5. Aziende fornitrici: quante ticinesi, quante svizzere e quante straniere (elencare in base al punto D nei due anni, quanto è stato speso per aziende ticinesi, svizzere ed eventualmente straniere)
  6. Se confermati gli acquisti, si ritiene fosse strettamente necessario, oppure era possibile trovare soluzioni alternative, alfine del contenimento della spesa pubblica?
  7. Ogni quanti anni viene di regola cambiato il mobilio di base in un qualsiasi ufficio dell’amministrazione?

 

Commenti
 
VISIO 1 anno fa su tio
Che nell’amministrazione cantonale e comunale ci sono anche ( troppi) dei fannulloni non è una novità, il male sta nelle decisioni di non decidere per metterli alla porta pur avendo tutte le prove, ma si cercano dei compromessi e barcamena politici sulle spalle dei contribuenti
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