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20.09.18 - 09:440
Aggiornamento : 10:14

«Oggi il paese ride di coloro che hanno denunciato Pronzini»

L'MpS dopo la decisione del Consiglio di Stato di rinunciare al rimborso per spese telefoniche: «È un'ammissione della bontà delle denunce presentate dal nostro deputato»

BELLINZONA - Per la serie "avevamo ragione noi". Il Movimento per il Socialismo non resta in silenzio dopo la decisione del Consiglio di Stato di rinunciare al rimborso per spese telefoniche di 300 franchi già adottato da Manuele Bertoli.

La scelta dei quattro consiglieri di Stato, infatti, viene letta come «un’ammissione indiretta della bontà delle denunce presentate da Matteo Pronzini e anche della legittimità di informare il Procuratore Generale di quanto stava succedendo da mesi».

Per l'MpS, di conseguenza, la decisione dei quattro di querelare Matteo Pronzini assume «un aspetto ridicolo che disonora solo coloro che l’hanno inoltrata e la carica che essi rivestono». «Costoro - prosegue incisiva la nota inviata a tutti i fuochi - non si rendono conto di come il paese stia ridendo di loro e se rimare loro ancora un po’ di dignità farebbero bene a ritirare la querela inoltrata contro il nostro deputato».

Il Movimento per il Socialismo ricorda come resti ancora aperta la discussione sulla restituzione di questi rimborsi «percepiti senza alcuna base legale». E si dice in attesa della discussione in Gran Consiglio sulla richiesta di restituzione presentata alcuni mesi fa sempre da Pronzini.

Non solo telefonia - Quindi viene precisato come i rimborsi non autorizzati riguardino altro oltre alla telefonia. «La perizia del consulente giuridico del Gran Consiglio ricorda che la carenza di base legale si è manifestata anche per i due mesi di “premio” che ogni Consigliere di Stato riceve dopo aver lasciato la carica e per il “dono” del valore di 10'000 franchi, anche questo concesso a chi lascia la carica. In totale una somma di circa 30'000 franchi», prosegue il comunicato. E non si ferma qui. «Vanno poi ricordate - aggiunge - tutta un’altra serie di questioni aperte e irrisolte, sempre relative alla remunerazione e alle previdenze del Consiglio di Stato, che hanno una valenza politica e materiale ben più pesante dei rimborsi sui quali si è finora concentrata l’attenzione. Ricordiamo infatti che vi è pendente, sempre davanti al Gran Consiglio, una seconda richiesta di restituzione che riguarda il trattamento di fine rapporto dei consiglieri di Stato».

L’MPS segnala di aver ricevuto una risposta da parte del consiglio di amministrazione dell’Istituto di Previdenza del Canton Ticino (IPCT) in merito al versamento della rendita transitoria AVS (la rendita ponte) che i consiglieri di Stato ricevono una volta terminato il loro mandato. L’IPCT afferma di non essere chi ne regola l’applicazione sottolineando che le decisioni relative ai membri del governo «non sono di competenza dell’IPCT, ma del Consiglio di Stato stesso».

Insomma, quella presentata, per l'MpS è «una situazione sicuramente anomala che dovrà sicuramente essere affrontato nelle prossime settimane».

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